NEL VOLTO DI CRISTO RISPLENDE LA GLORIA DI DIO

2° Domenica di Quaresima - Anno A

L’esperienza della luce sul Tabor è data al discepolo di Gesù per custodirla nel cuore
e attingervi forza nei momenti difficili, ricordando la meta finale del suo cammino.

 

Si suol dire che ogni medaglia ha due facce… ed effettivamente anche il mistero pasquale di Gesù Cristo è, per così dire, una medaglia a due facce.

C’è il lato splendente e glorioso, pienamente lucido della risurrezione, ma non può mancare anche l’aspetto più tenebroso, quasi inaccettabile da parte dei discepoli, della passione e della morte del loro Maestro.

Gesù aveva annunciato la completezza della sua Pasqua, morte e risurrezione: i discepoli vorrebbero che lui, con loro, giungesse alla meta senza il cammino che ci sta in mezzo, cioè quello del rifiuto, della sofferenza pienamente assunta e vissuta, addirittura della morte.

Gesù, che conosce e comprende la nostra debolezza, la quale potrebbe anche sfociare nella rassegnazione o nella disperazione, concede ai suoi discepoli eletti un momento di anticipazione della meta, perché il loro cammino, seppur nella fatica, non abbia tentennamenti e non si arresti.

Quel che Cristo ha fatto con i discepoli è offerto, ancora più in pienezza a noi, ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia, pegno e sicurezza terrene della nostra stessa Pasqua in Cristo nella vita eterna.