“Noi infatti, secondo la sua promessa,
aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi,
fate di tutto perché Dio vi trovi in pace,
senza colpa e senza macchia.”(2Pt 3,11)
“Date a Cesare quello che è di Cesare”, come le monete che portano l’immagine di Cesare, l’imperatore, e “date a Dio quello che è di Dio” come l’essere umano creato a immagine e somiglianza di Dio.
Io non sono mio, non mi appartengo: ho in me l’immagine divina, quindi io sono di Dio e devo darmi a Dio, e così gli altri, i miei fratelli.
L’essere umano appartiene a Dio: non possiamo mettere le mani su noi stessi, sugli altri, sulla nostra vita.
Dobbiamo accoglierla così com’è e obbedire a Dio, perché è Lui che ci ha creati, noi siamo Suoi, siamo fatti per Lui, per i Cieli nuovi, per la Terra Nuova, dove finalmente tutto sarà giustizia.
Nell’attesa non possiamo che guardare a Dio, anticipare nella pace Dio dentro di noi, guardando Lui, riempiendoci di Lui, perché siamo fatti per Lui, di Lui, a Sua immagine.
Gesù Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime!
(D.G)

