Meditazione del 3 Giugno 2026

Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto,
come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”?
Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
(Mc 12,18-27)

Soffri anche tu con me per il Vangelo”, perché abbiamo ricevuto uno spirito di forza, non di timidezza.

Quando uno soffre per qualcosa è perché l’ama, è perché quella cosa è il senso della sua vita e quindi è disposto anche a offrire e soffrire se stesso: è quello che Dio ha fatto per noi.

Dio in Cristo ha sofferto per noi, perché ci ama e si è legato a noi, a partire dall’Antico Testamento, da subito, quando nel Roveto Ardente (oggi Gesù lo ricorda), si è autodefinito il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio che ha come cognome il nostro nome.

È un Dio che si è legato a noi, che ci vuole bene e ci ama e per noi ha sofferto d’amore e quindi noi siamo vivi, vivremo per sempre perché Dio non si lega ai morti, ma legandosi a noi ci dà la Sua vita.

Questa è la nostra fiducia, poter soffrire per Dio perché Dio ha sofferto per noi e questo per noi è vita, per sempre.

Gesù Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime!

(D.G)