Cristo ci dice: «Non abbiate paura».
Esiste un bene più grande della vita biologica: la vita eterna;
e un male peggiore della morte fisica: perdere Dio.
Il cristiano professa la sua fede con coraggio,
perché crede che il Padre custodisce, già ora, la sua vita per l’eternità
Chi sperimenta la propria debolezza nella solitudine e tribolazione sa che cos’è la consolazione di Dio e domanda, come nel Salmo, di sentire l’infinita bontà del suo amore, l’abbraccio della sua grande tenerezza.
Il Signore gli è vicino.
È la certezza che ha sostenuto Geremia, divenuta confessione di fede: «Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso» (I Lettura).
La fede apre all’ascolto interiore della voce di Dio che sussurra all’orecchio del cuore: «Non abbiate paura!», chiedendo di farsi annuncio dalle terrazze, profezia di speranza e libertà per ogni uomo e donna in questo mondo. In mezzo al clamore e agli intrighi degli uomini la verità si fa strada con la potenza inerme della testimonianza.
Nessuna tempesta, nessuna menzogna potrà mai estinguere la fiamma di verità che arde nascosta nel “segreto” di una coscienza pura.
Non vi è tenebra che possa trattenere lo splendore della luce (Vangelo).
Paolo lo grida: è più forte il bene di un solo uomo, Cristo, che il male di un’intera moltitudine.
È più forte “il dono di grazia” che il contagio dilagante del peccato (II Lettura).
«Per chi ama Dio, tutto ciò che appare dannoso si mostrerà utile» (san Giovanni Crisostomo)

