“Non giudicate, per non essere giudicati;
perché con il giudizio con il quale giudicate
sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate
sarà misurato a voi” (Mt 7,1-5)
Buon lunedì della dodicesima settimana del Tempo Ordinario.
Appena Israele voleva essere come gli altri popoli e quindi comportarsi come gli altri, non come voleva Dio, scompariva, perdeva tutte le guerre: da solo Israele non ce la poteva fare, perché diventava appunto come gli altri. Invece il suo ruolo consisteva nell’essere diverso dagli altri popoli: essere il popolo eletto che fa vedere Dio agli altri.
E in cosa si doveva distinguere Israele e dobbiamo distinguerci noi come cristiani scelti da Dio? Nel fatto che noi, più che accusare gli altri che il mondo va male, accusiamo noi stessi.
Il Cristiano non punta il dito ma si batte il petto; il cristiano per cambiare il mondo dice: “È colpa mia, mi accuso io, inizio da me!”, invece dello sport nazionale che è lamentarsi, criticare e accusare gli altri.
Il Signore ci doni questa libertà di essere diversi, cambiando noi, accusando noi, per cambiare il mondo a partire dal nostro cuore.
Gesù, Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime!
(D.G)

