“Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio;
allora invece vedremo faccia a faccia.
Adesso conosco in modo imperfetto,
ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto” (1Cor 13,13).
“Tutto ciò che è mio è tuo”, ci dice il Signore, e noi rispondiamo: “tutto ciò che è tuo, Signore, tutto ciò che è dei miei fratelli è mio”.
Quand’è che il nostro amore (1Cor 13, prima lettura di oggi) è ancora imperfetto?
Quando fa delle parti, quando ancora esiste un pizzico di invidia…quando vediamo che gli altri fanno meglio di noi, quando non riusciamo a fare tutto, quando ci confrontiamo con gli altri, quando non sentiamo nostro, mio, l’amore che riescono a dare gli altri (anche i loro peccati e i loro insuccessi).
L’amore è perfetto quando è uno, quando non ci sono più parti, quando mi sento una cosa sola con tutti: questo è il miracolo dell’Eucaristia.
Amare, l’agape, la carità che rimane, non è fare tutto io, ma sentire tutto mio: tutto quello che è del mondo è mio, lo prendo con me, compresi i peccati, pago io per loro.
Questo è il cuore di Cristo, questo resta per sempre, questo è l’amore che ci dona l’Eucaristia.
Gesù, Maria, Giuseppe vi amo
salvate anime!
(D.G)

