Presentazione storica di Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista di Montecalvo desunta dall'opera storica
LE CHIESE PARROCCHIALI DELLA DIOCESI DI BOLOGNA e scritta dal Dott. Luigi Aureli.
Riporto fedelmente il testo dal volume III° dell'opera che tratta questa Parrocchia.
Auspicando che sia ben accetta l'intenzione, auguro buona lettura al visitatore.
Benchè ad alcuni paia che Monte Calvo abbia derivato il suo nome dalla sterilità della cima di quel colle su cui s'erge la chiesa parrocchiale conosciuta con questo nome, pure ci piace piuttosto di attenerci all'opinione del Malvezzi il quale dall'aver trovato nelle tavole piacentine, "fundus calvianus", e dai noti cognomi romani Calvus, Calvulus e Galba argomenta essersi denominato questo luogo.
La quale opinione sì troverà molto vicina al vero, se si consideri che Bologna e la sua provincia fù già colonia dei romani, e che moltissime famiglie della gran città trasportarono lor dimora nella colonia per eleggervi stabile domicilio, altre per dimorarvi temporaneamente avendovi acquistato possedimenti; e quindi molto sono i distretti che anche al presente dai cognomi di quelle antichissime famiglie si appellano.
La parrocchiale di questo distretto esisteva già prima del 1345 come si ha da documenti che possonsi leggere nell'Archivio Vescovile di Bologna; e nel 1378 dipendeva dal plebanato di Bologna, sotto il quartiere di porta Ravennate, e dopo la metà del secolo XVI trovasi incorportata nella congregazione di S. Roffillo di cui fa parte ancora presentemente.

Antica stampa
La Chiesa di Monte Calvo, che vedesi adornata di un bel campanile costrutto per cura del parroco D. Domenico Nascetti è a soffitta dipinta a fresco col suo fregio simile, e condotto con molta eleganza e perizia d'arte.
E' bello e rimarcabile il dipinto dell'altar maggiore rappresentante la natività di S. Gio. Battista titolare della parrocchia; il quale fu fatta per cura della Signora Gentile Maria Calva de' Pepoli nel 1628 ed è opera di Gio. Andrea Sirani se bassi a prestar fede al Calindri; il quale pure afferma che i misteri del Rosario dipinti in tanti quadretti a olio sono di Barbara Sirani figlia del già nominato.
Il giuspatronato di detta chiesa apparteneva nel XV secolo alla famiglia Montecalvi, dalla quale sul finire del secolo XVII, passò per eredità nella famiglia Bonfioli Malvezzi, il quale vendendo al Signor Vincenzo Romagnoli ora defunto i beni ereditarii cedettegli anche il suo diritto di nominare il parroco a detta chiesa che godesi ora da' suoi figliuoli eredi.
A tempi del citato Calindri 140 anime circa componevano la popolazione di questa parrocchia, ma in oggi questa popolazione s'è aumentata, e nel Giugno del 1847 si contano nel nostro distretto circa 158 individui moderati spiritualmente dal Molto Revendo Signor D. Pellegrino Ferrari parroco attuale di Montecalvo il quale non risparmiando alcuna cura o fatica è riuscito a corredare la sua chiesa di molti sacri apparati, dal pulpito, di una bellissima "Viacrucis" e di altre suppellettili convenienti al più decoroso esercizio del culto divino.
La festa titolare di questa chiesa celebrasi alli 24 di Giugno.
Questo territorio, che trovasi circoscritto da quelli della Croara, del Farneto, di Pizzocalvo, di Casola Canina, di S. Bartolomeo di Musiano, e di Rastignano, anticamente era abitato da famiglie agiate come può argomentarsi dagli estimi antichi; e fra le altre è celebra la famiglia del Monte-Calvi dalla quale sortirono uomini che pur molta influenza ebbero nelle patrie vicende di que' tempi; e per dirne alcuni: un Giacomo Montecalvi fu professore di medicina e filosofia, e morì in Bologna nel 1631; un Giovanni nel 1380 fù Podestà d'Imola; nel 1386 un Nicolò fu rettore della Pieve; nel 1415 un Tommaso fu podestà d'Imola; nel 1488 un Ettore Podestà di Lucca.
Nel 1489 un Giacomo era patrizio bolognese come può vedersi dall'Alidosi; nel 1542 Annibale di questa famiglia era professore di leggi e morì in Roma il primo di Maggio anno stesso.
E' poi celebre Vincenzo Montecalvi come filosofo, e medico il quale nel secolo XVII era un ornamento dello studio bolognese e cessò di vivere alli 8 Ottobre del 1637.
Il nostro distretto è distante dalla città di Bologna circa miglia 5; e non presenta ora alcun che rimarcabile, se non che nella cima del monte ammirasi un grandioso e magnifico palazzo.
I popolani del medesimo per gli affari civili dipendono dal comune di Musiano sotto il governo di Bologna; e il suo terreno produce frumento, e Uva di squisitissma qualità ma poca, scarseggiando i prodotti agricoli per essere quasi tutto formato d'un sasso calcinaceo che forma una parte d'industria cavandosene calce atto alla costruzione degli edifizii.
(Firmato "T".)