Riporto fedelmente il testo del 1782 con le forme grammaticali di quel tempo,
ove la lettera " s " attuale veniva scritta con la lettera " f ", questo per aiutare il lettore nella corretta forma di lettura.
Auspicando che sia ben accetta l'intenzione, auguro buona lettura al visitatore.

Copertina opera del Calindri
BRENTO (a)
E' quefto un Comune, la di cui Parrocchia è S. Ansàno, già da noi a fuo luogo defcritta (1).
Fà Maffaria, o dicafi Comunità da per fe, ed è la fua Popolazione compofta, come già fi diffe (2) di 240 Anime, il di cui talento ed indole inclina alla fierezza, ed al meftiere dell'armi.
A poca diftanza dal Borgo di Brento abitato da 19 Famiglie evvi una Villetta di due fuochi chiamata Cà de' Mazza molto rinomata, attefo lo abitarvi alcuni Archibugieri, che fanno lavori a bolino, ed a cisèllo in ferro ed in acciaio molto fini e di buon gufto, ond'è, che le loro cartelle, o fucili, ed i lavori in acciaio co' quali fornifcono le caffe da Schioppo fono accreditatiffimi, e ricercati in affai lontane parti.
Suffiftono tuttota le rovine, ed avvanzi di un Caftello a poca diftanza dal prefentemente abitato borgo di Brento, mà dalla figura, dalla qualità de' materiali, dalla maniera delle loro compofizione riconofcefi fabrica non più antica di circa tre o quattro Secolo indietro.
Dalla parte di dietro di quefte rovine, e verso Bàdalo, ergonfi le balze, e rupi, o banco marino indurito a confiftenza di fcoglio già defcritto.Su la rupe che quefto forma tagliata quafi a piombo, lungo la ftrada appunto, che da Brento a Badalo conduce, fonovi alcune aperture, una delle quali dalla metà della fteffa rupe all'eftrema fuperficie efterna è del tutto aperta per l'altezza di circa trentapiedi bolognefi, larga quanto poffa paffarvi un'uomo con comodo, e quefta s'interna non molti piedi nelle vifcere del Monte, ne noi fapremmo decidere, fe fatta fia dall'arte, ovvero delle acque, o da' terremoti.
Accanto a quefta evvi altra apertura, che più della prima s'interna affai nel Monte, ne giunge col fuo vòlto a difcoprirfi al giorno, e quefta chiamafi da' naturali del luogo la "Grotta di Monte Donnico", da alcuni la "Tana delle fate", da altri finalmente il balzo o tana di Monte Adòne.
Noi agli 11 di Dicembre del 1779 volemmo in queft'ultima entrarvi dentro, non già per chiarirfi di cento favolofi racconti di tefori, di apparizione di Donne ed altre fanfaluche, della cui ridicolezza ne eravamo a pieno perfuafi; mà ped defiderio di fcoprire, fe vera foffe la coftante affertiva de' circonvicini, con la quale, come agli altri, così a noi, cercarono di perfuadere, fianfi fettare, porte di legno, catenacci, ecc, fatte ivi mettere apposfta, per impedirne l'ingreffo dopo una certa diftanza; dubitando poteffe effere un tentato fcavo di creduta miniera, dalla quantità della "Mica d'Oro di Gatto", che fi vede frammifchiata col Macigno arenario che forma la rupe; ovvero una voragine naturale, od una qualche fpecie di Colombario, o di Catacomba; onde la pubblica vigilanza, ad impedirne la rovina de' cuiofi, i quali innavertitamente entrandovi fenza fcorta, o lume, fulla lufinga de' fognati tefori, o delle decantate Fate, foffervi potuti rimanere vittima della loro male accorta curiofità o avidità, ne aveffe ordinata ne' fcorfi Secoli la chiusùra.
E c'induffe altresì ad entrarvi dentro il fofpetto fattoci concepire dal nome di Monte Adòne, da alcuni al Monte fteffo dato, come dicemmo, che aveffe potuto fervire per ufo di un qualche nafcondiglio fatto per qualche funzione, o cerimonia loro da' Sacerdoti di "Adòne", un di cui Tempio e Luco facro qualcun pretende poffa effere ftato in quesfti contorni coftrutto a' tempi della ftolida gentilità.
Rimane quefta Grotta full'alto di una fcofcefa balza, alla cui apertuta può andarfi, tanto dalla parte di Brento, quanto dalla parte di Bàdalo a Brento fteffo venendo; ma l'una e l'altra ftrafa è incomoda, e malagevole.
Appena nel primo ingreffo prefentafi fu la finiftra un fedile incavato nel maffo a mano d'Uomini, e poco più avanti dalla fteffa parte uno fcavo, che fi profonda fotto il piano interno della Grotta, ed il quale riconofcefi pur fatto a mano d'Uomini, o per nafcondiglio, o per trovarvi il mal penfato Tefòro.
Molle arena è il piano fu cui camminafi ed ineguale, al paro dell'ultimo fcavo fuddetto difcende, e quindi allo fteffo livello s'inoltra fino ad una fenditura obliqua, la quale lavoro fembra di acqua, o Fiere felvagge, e non di fcalpello, o di altra qualità di ordegno ufato dagli Uomini pèer farla.
Dalla fua prima apertura a quefto ultimo defcritto termine trafcorronvi 40 piedi bolognesi, e può paffarvi liberamente un Uomo con le mani in fianco, fenza toccare gol gomito le parti della Grotta fteffa.
E' alta fino a quefto fegno circa 35 piedi bolognesi, e può dubitarfi fia quefta parta ftata aperta col ferro dagli Uomini.
Cento e mille cognomi e nomi fono col millefimo incifi in ambedue le pareti defcritta a diverfe altezze, indicando i curiofi, od i vifionari, che quivi dentro fono ftati in vari tempi.
La più antica di tali ifcrizioni da noi veduta, non oltrepaffa il 1451; poche ve ne fono del 1500; molte del 1600, Secolo di credulità e di fòle, e non poche del 1765 al 1779, e da quefte altrefì rilevafi, che d'ogni ordine di perfone fono quivi entrate, non eccettuandone alcuni del Senatorio.
Si và a quefto termine ultimo elevando il piano e ftringendo l'apertura della Grotta, coficchè dopo trenta piedi, tanto fi riftringe e fi abbaffa, che conviene per paffarvi avanti l'uomo fi fpogli de'foprabiti, e fdraiatp f'inoltri con la vita, mà appena fatto cofì difadattamente un tragitto di circa otto piedi, torna a dilatarfi l'apertura, e ad alarfi, profiegue fempre più il piano ad elevarfi, e dopo un tratto di fettanta piedi, termina ogni apertura o fcavo nel nudo fcoglio arenario, fenz'altro effervi di particolare di quanto fin quì defcritto abbiamo.
Quantità di Pipiftrelli detti dal volgo "Nottole", e taluni di molta grandezza l'un l'altro uniti ed al vòlto della Grotta attaccati; un'infinità di "Zanzàre (vedi nota 2), le quali attaccate ad ali ferrate ale pareti della Grotta volontieri lafciavanfi dal fuoco delle torce abbrugiare più tofto, che darfi alla fuga, furon le altre cofe da noi trovate ed offervate fu quefta tanto decantata Grotta, nella quale, fe dalle ifcrizioni rimaftevi giudicare fe ne debba, alcuno non fi è inoltrato più avanti delle vicinanze dell'angufto ftretto paffo, quivi effendo incifa l'ultima ed unica ifcrizione di uno Svizzero, che vi penetrò fulla metà del feftodecimo Secolo.
Per quanto da noi fi riferiffe in feguito, non potè riufcirci di perfuadere i loacali, che in effa non fianvi ne ferrate, ne porte, ne altre tali cofe, tanto può e tanto durano nel volgo le frivole tradizioni, ed affertice de' Secoli della ignoranza.
Afcefi fulla vetta del Monte dopo compita la già defcritta vifita, ricercammo veftigie di antiche mura nel bofco che la copra, e domandammo a' locali, fe alcuna ne aveffer mai trovata, ma ne effi feppero additarcela, ne a noi riufcì di vederne alcun indizio.
Creda perciò il Lettore come più ad effo aggrada, fe abbia o no alcuna foftanza di probabilità l'opinione di chi fuppone e Luco facro, e Tempio di "Adòne" fù quefto Monte, o fe da alcuna congettura del tutto vana abbia avuto origine il nome dato da qualcuno a quefto Monte di Monte Adòne.
Una quantità immenfa di gufci d'oftriche fparfa trovafi nella maffa interna ed efterna di quefta balza arenaria e fcogliofa, parte difpofta a ftrati, e parte irregolarmente diffeminata, ed al baffo della fteffa balza, evvene particolarmente dalla parte che Savena guarda una elevatezza di ftrato di molti piedi, ma tutto di gufci di piccola grandezza, e confervati la più parte nel loro effere, e confiftenza naturale.
Ci prefentarono alcuni alle noftre ricerche diverfe medaglie confolari di argento, e di terza grandezza; una monta de' tempi di Tadeo Pepoli; una o Spintria, o Teffera, o Moneta di feconda grandezza di metallo bronzino con figle da una parte, ed un Uomo, od una Deità virile in atteggiamento lafcivo nel rovefcio; ed un groffo purgatiffimo e limpidiffimo pezzo di criftallo artefatto, fenza poterfi conofcere, a quale ufo aveffe potuto fervire.
Sulla lufinga di aver tempo da tornare fopra luogo, e colla lufinga aveffero adempito al configlio dato a quelle genti di portare le fuddette monete ad un qualche dotto antiquario bolognefe, od allo Infituto, non ci fermammo ad offervare più minutamente le cofe fudette, baftatto effendoci per allora, di effere afficurati d'averle effi trovate ne' contorni del diftrutto caftello.
Ora inutilmente proviamo il rincrefcimento, di non avere full fatto ufate maggiori diligenze, per poterne dire cofa di più precifo, ammaeftrati dall'efperienza, che all'Orefice avran portate coloro a vendere per liquefarli pe cofe fudette, e con ciò perdura abbiamo la fperanza di fervire il Publico in quefta parte di un maggiore fchiarimento, o di farlo meglio fervire di noi da qualcuno de' dotti Antiquari, a' quali configliammo effi le portaffero. (vedi note 3)
E' ben facile il dedurre dal fin quì detto, che quefto Luogo nafconda la fua origine nelle tenebre della più remota antichità, congettura che viene avvalorata dalle memorie di effo rimafteci, e delle quali a fchiarimento della locale antica Storia imprendiamo a difcorrere. (Vedi nota 4)
Che fuffifteffe fino da' Tempi degli antichiffimi Tofcani, o degli antichi Romani, o de' più a' noftri tempi vicini Galli Boiì, abbiam di fopra quanto bafta accennato col dubbio del Tempio e Luco di Adòne,con le Spintrie, o Teffere, con le Medaglie confolari quivi trovate per concepirne almeno il fofpetto.
E non ci fembrerebbe anavvedutezza il fofpettare poter effere ftato quefto luogo una delle CXII Tribù de' fudetti Galli Boii. (Vedi nota 5)
Che poi efifteffe ne' primitivi tempi dell'Era Criftiana, lo abbiam di certo da più documenti autentici, fra' quali contiam noi per autorevole la controverfa Bolla di GREGORIO VII (vedi nota 6), e le fuffeguenti di PASQUALE II, e di LUCIO II, che pure mettonfi in controverfia da' viventi rifpettabili eruditi, confermate quafi parola per parola da quella di ALESSANDRO III, fu la di cui autenticità non v'è alcuno, che fia a noftra notizia, il quale la glofi, o la creda fofpetta.
Prima dell'epoca delle fudette Bolle, e delle richiamate in effere loro anteceffori (vedi nota 7) abbiamo da Agnello un indizio vedi nota 9) della efiftenxa di Brento principiante del Secolo fefto dell'Era Criftiana, come di una delle Città Vefcovili della Emilia; e diremo averne certezza, fe il Roffi, che ci fa fapere aver avuto per le mani Agnello, ed effervene molto fervito nella fua Storia di Ravenna (vedi nota 10), feguitato dal Baronio (vedi nota 11), e dall'Ughelli (vedi nota 12) non ci tratteneffe dal francamente afferirlo, facendoci concepire un qualche fofpetto, fe ne paffo di Agnello debba leggerfi Brintum, ovvero Brixillium, poichè ci afficura, che a fuo tempo confervavafi l'efemplare antichiffimo del Diplòma Valentiniano nell'Archivio Orfiano, e moftra di averlo letto, ed accerta lefferfi in effo Brixillum (vedi nota 13).
Comunque fia ita la cofa in que' tempi, pofto che noi non c'inganniamo nel credere genuine le Bolle de' Pontefici citate di fopra, e non s'ingannino col Ghirardacci (vedi nota 14) altri eruditi e Storici bolognefi che vogliono le cofe fteffe alla Menfa del 960 circa Ottone I, accordaffe, dire fi dovrà, che vi è fofpetto di effere ftata Città Vefcovile quefto Luogo di cui trattiamo nel 439. circa, e chi fa quanto prima, e quanto poi; che probabilmente, fe ciò è vero, diftrutta da qualcuno de' Barbari che la Italia inondarono, (ed il quale dalla Emilia paffando in Tofcana, paffar dovette per Brzento, come luogo di paffo in mezzo alla via antichiffima di gà accennata, e conducente pe' Monti da Bologna in Tofcana), fù chiefta in proprietà o luogo fteffo, o il fito della fua antica Menfa e fue entrate, e luoghi, e giurifdizioni dal fedicefimo Vefcovo di Bologna (vedi nota 15) Teodoro ad Agapito I circa il 535; ne fù chiefta la conferma da' fuoi Succeffori circa il 555, e circa il 590. a Pelagio I; ed a Gregorio Magno; a Carlo Magno da Pietro trentefimo quarto Vefcovo di Bologna nel 771; da Alamberto quadragefimo quarto Vefcovo a Formovo circa l'891 (vedi nota 16); ad ottone I. da Alberto Vefcovo nel 960 (vedi nota 17); a Gregorio VII. da Lamberto cinquantefimo fecondo Vefcovo (vedi nota 18) nel 1074; e da altri fuoi Succeffori a Pafquale II nel 1115; a Lucio II nel 1144; ad Alefandro III nel 1170; confervandone la Menfa il dominio, ed il poffeffo fino al 1293 (vedi nota 19), nel quale anno liberamente ai padri Serviti donò tutto il vefcovo Ottaviano Ubaldini, come già abbiamo a fuo luogo dimoftrato (vedi nota 20)
E pare a noi, che converrebbe credere fofferfi date, per lafciarne alla Menfa libero il poffeffo fino al 1293, fenza accorgerfi di una fila di fuppofitizi ed apogrifi Diplòmi inventati e rinovati per le ferie di oltre fette Secoli, fenza che ne reclamaffe il Configlio, il Senato, il Popolo in tanti torbidi fucceduti fra la Chiefa e la Poteftà fecolare, fra la Città e la Menfa in cofì lungo intervallo.
Noi penfiamo a noftro modo, penfin pure ancor gli altri a modo fuo fu quefto punto della Storia bolognefe; mà dal canto noftro da' documenti autentici e chiari in fuori, da' quali dimoftrata vengaci la falfità di quelli fu de' quali appoggiano il noftro, qualunque fiafi, parere, dello fteffo non ci rimoverem mai, e direm fempre, che brento è luogo antichiffimo, che ha per Secoli molti appartenuto alla Menfa almeno in parte, che può effere ftato anco di miglior condizione a' tempi degli antichiffimi Tofcani, o de' Romani, o de' Galli Boij.
_________________ NOTE ____________________________
a- Fuori di Porta S. Stefano, fulla pendice di un Monte volgarmente detto Monte Donnico, a poca diftanza dalla finiftra della Savena, e della fua Parrocchia di S. Ansàno.
1 - da pag. 73 a pag 78.Gli articoli S. Ansàno - Badalo pag. 104 e 105 - Battidìzzo da pag 240 a pag 245.
2 - Culices dette in latino, ed in volgar lingua Zampane, Serapìche, Zinzal in lingua bolognefe, ed in altre modo fecondo i vari paefi d'Italia.
3 - Nei configliammo i poffeffori delle cofe defcritte a portarle ad uno dei dotti Antiquari, cioè all'eruditiffimo P. Abate Trombelli, o al chiariffimo Giacomo Biancani antiquario dell'Iftituto, e notiffimi ambedue alla Republica Letteraria, onde non abbifognano degli altri elogi, per effere chiari al Mondo.
4 - Noi più a quefto luogo, che all'altro detto Caftel de' Britti, fuori di Strada e Porta Maggiore attribuiamo, quanto da' monumenti antichi ei viene di Brento, e dicafi dell'antico "Brintium", manifeftato, diffentendo con ciò dal fentimento del Biondo "Hift. ab inclinat.Rom. Imper. Dec.1 pag.250 ex Offic.Frobeniana, Bafilea 1531.....Et Brintum dici Agnellus &c....in cujus locum conijcimus Caftrum quod corrupte dicitur Brintonum".
Da quello di Leandro Alberti: "Deferiz. d'Ital. pag.289 col.2.....fi fcorgie Caftel de Britti pofto fopra un collicello. Io credo, che foffe quefto luogo la fortezza de la Città di Brinte, qual era alle radici ecc. Da quello del P.Agoftino Lubin Agoftiniano geografo del re di Francia. Ital. Epifcopales Ecclefiatum extantes, tum excifa pag.61 lett.a....Brictum ex italico C. de' Britti. Da quello de' celebri PP. Mittarelli e Coftadòni Annal.Camald.Append.Tom. IX, pag 14, ad annum 1074. pag.376. lin.40, i qualia propofito di C. dè Britti e fua Badia dicono:"Urbs olim perantiqua Brintum dicta exurgebat eo loci, quae erat fuffraganea &c da qyuello del dottiffimo P. Abate Sarti. De Epifcop. Eugubinis pag. 82. Ufque in prefentem diem &c. E finalmente diffentiamo da quello di altri Storici più moderni, e di minor grido, che fono di quefto parere, perchè non ci fembra naturale foffevi una Città Vefcovile fele fette miglia e mezza lontana da Bologna, fole due e mezzo da Claterna (fe pure non fi voleffe dire foftituita a queft'ultima, al cafo di effere feguita la totale fua diftruzione, lo che non cofta dalla Storia); perchè nel 1776, Secolo non molto diftante dal tempo, nel quale Agnello la dice Città Vefcovile, chiamavafi Caftel de' Britti Caftel Gefsàro. Murat. Dif. Med. AEvi Dif. XXI, pag 199. Magnifica bonorum donatio &c... & Maffaricias quinque prope caftro Gifsaro, quod dicitur Britù. Donamus etiam &c, perchè dal 534 fino al 1169 tutti i documenti rimaftici chiarifficamente chiamano Curtem de Brento cum Servis & Ancillis & cum omnibus fuis pertientiis; perchè in Brento, e non in Caftel de' Britti confervò la Menfa Vefcovile fino al 1293. Pofeffo e Dominio di Luoghi, Terre, e Chiefa; a cui probabilmente tali cofe donarono AGAPITO I e fuoi fucceffori circa il 500, in occafione della diftruzione di Brento feguita in tempo della venuta di qualcuno di que' Barbari che maffacrarono la Italia. Perchè finalmente allo fteffo modo penfa il Conte Ludovico Senatore Saviòli, dal quale attende la Patria di vedere ad ogni altro fuo piacere ed intereffe antepofta la publicazione dela fua efattiffima e belliffima Storia generale di Bologna, fcritta veramente con uno ftile aureo, e ripieniffima di documenti e carte inedite. E noi più d'ogni altro il fupplichiamo a dare quefto faggio di buono e vero Cittadino, com'egli è; poichè da quanto di effa ci ha graziati di leggercene, abbiam luogo a lufingarci, provenire ne poffa un maggiore fmaltimento della noftra, qualunque effa fia, perchè fembraci faranno obbligati a vicenda i noftri affociati a provedrfi della fua, ed i fuoi della noftra, per avere un'Opera del Bolognefe in ogni fua parte completa.
5 - C.Plinii II Hiftoria Mundi lib. 37. Lugduni ex Officina Beringorum 1548. pag 64. cap XV....Solonates Saltufque Galliani qui cognominantur Aquinates &c....Umbranates. In hoc tractu interierunt Boii, quorum Tribus CXII. fuiffe auctor eft Cato. Item Senones &c.
6 - "Abbiamo a lungo ponderato il tenore, le parole, le circoftanze, le formule, il tempo della Bolla Gregoriana controverfa dal Muratori, dagli Annalifti Camaldolefi, e da' moderni eruditi, e ci fiam prefi la cura di rilevare il pefo delle obiezioni, che fi fanno alla fteffa, per dichiararla apogrifa confiftenti nelle efpreffioni - "Romam veniens vifitare Apofto..lorum limina &c....in Maffa, quae vocatur Monte Palenfe, quam Joanninus Imperator tradidit Bononienfi Ecclefiae &c....Atque donamus fraternitati tuae portam in Civitate Bononiae, quae comuni nomine dicitur L.Petri &c.....Similiter concedimus cuncta praedia, & poffeffiones, Monafteria videlicet, % Plebes, & Ecclefias baptifmales, Caftella, Villas, Abbates &c.... E nell'effere sbagliata la data dell'Anno, e della Indizione.
7 - Noi per non fare quì una Differtazione più tofto che una nota, rimettiamo i Leggitori alle illuftrazioni, ed all'appendice aggiunta agli Elenchi, dove i documenti, le provem le rifleffioni, che da noi fi adducano ivi, fperiamo poffino attirare il confentimento del Publico erudito in favore della noftra opinione, ed in cafo non fiano di quel pefo che ci fembrano, noi invitiamo lo fpirito patrio de' dotti bolognefi fin da ora ad illuminarci, affinchè potiamo noi fteffi con più forti ragioni illuminare, chi foffe rimafto fedotto dalle cofe da noi addotte, prima di chiudere l'Opera prefente.
Effendoil vero noftro impegno quello di efporre la verità, e di fchiarire i paffi della Storia locale ove fono ofcuri, fenza premura alcuna di foftenere la noftra, qualunque fiafi opinione; prontiffimi a verificare col fatto la tante volte da noi replicata protefta di ritrattarci volontieriffimo, quando ci fi faccia coftare una noftra fvifta prefa, un errore commeffo, e quefto lo faremo in ftampa tante volte, quante lo richiederà la verità ed il bifogno.
8 - Le Bolle richiamate de' loro anteceffori da GREGORIO VII ad ALESANDRO III fon quelle di AGAPITO I, di PELAGIO I, di GREGORIO I (renderem conto a fuo luogo, perchè non crediam con molti, che fia ftato GREGORIO II, ne con alcuni GIOVANNI VIII) e di FORMOSO, cioè a dire circa gl'anni 535. 555, 590, 891.
9 - Agnello nelle Vite de' Vefcovi di Ravenna vivente fino all'841 circa, Scrittore per altro, che femina la fua Opera ad ogni tanto di favolette e d'impofture (Bachin. in Praef. Murat. Aev. Ital. Tom.II, pag.8 e feg) nella Vita di Giovanni Angelopta Vefcovo di Ravenna, riportando un Diplòma di Valentiniano III col quale pretende, lo dichiaraffe Arcivefcovo, e le donaffe il Pallio (Diploma dimoftrato ad evidenza fuppofto ed inventato di fana pianta tanto dal chiariffimo Bachini nella fua dottiffima prefazione, quanto del Baronio ne' fuoi Annali Tom.VII, pag 445 e feg. all'anno 432) afficura, che fottopofe alla fua giurifdizione quatordici Città dell'Emilia e della Flaminia, e fra quelle della prima dice "Una vero Epifcopalis cathedra Civitas deftructa eft, cuius vocabulum Brintum dicitur non longe a Bononienfe Urba".
10 - Hier Rub. Hift.Rav.libr.5 pag.238.
11 - Annal. Ecclef. Tom VII. pag. 445.
12 - De Archiepifc. Raven. Tom.II.Par.II. col.332.
13 - Hift Raven. pag.97 "Sed quot Ravennati Ecclefia Epifcopatus fubjunxerit, eius privilegii antiquiffimum exemplum, quamquam magna vetuftate aliquot locis corruptum, quod in tabulario Urfiano adhuc fervatur, optimie declarabit. Sic autem fe habet ...In nomine Domini &c...ideft Sarafenae, Caefenae, Forumpopuli, Forumlivii, Faventiae, Forum Cornelij, Bononiae, Mutinae, Regii, Parmae, Placentiae,BRIXILLI, Vicohabentiae, Hadrie omniumque &c.
14 - Tavola de' Vefcovi di Bologna Par. I. Ift. di Bologna, pag.44.
15 - Ughelli Ital. Sac. de Epifc. Tom. II. col.10.
16 - Detto. ivi col. 11.
17 - Detto ivi.
18 - Ghirard. Tavola de vefcovi di Bologna. Ift. Bologna Par. 1 pag.44.
19 - Ughelli de Epifc. Ital. Tom.II. col.16.
20 - Vedafi de Epifc. S. Ansàno. pag. 75. e feg. e note