La «Via Mater Dei» cammino giubilare
(Dall’inserto “Bologna Sette del quotidiano “Avvenire di domenica 4 Maggio 2025)
La Via Mater Dei è a tutti gli effetti un cammino giubilare, all’interno del Giubileo 2025 «Pellegrini di speranza»: ossia, percorrere le sue tappe e visitare i Santuari permette di ottenere l’indulgenza, come il passaggio dalle Porte Sante di Roma.
Hanno presentato questa denominazione, nei giorni scorsi, alcuni amministratori del nostro Appennino, l’ex presidente della Via e don Massimo Vacchetti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dello sport, turismo e tempo libero.
«La Via Mater Dei è un cammino nato alcuni anni fa, su proposta alla diocesi di alcuni sindaci dell’Appennino, per valorizzare l’Appennino e per riattraversare alcuni Santuari prestigiosi – spiega don Vacchetti -.
Sono dieci, a partire dal santuario di Santa Maria della Vita, in città, fino a quello di Montovolo, il più antico santuario mariano dell’Emilia-Romagna. In totale, sono 157 km, ma ogni tappa è già un traguardo».
Lo scopo è anzitutto camminare insieme – prosegue -. È un’espressione che mi piace ripetere, perché era cara a Papa Francesco, che ha chiesto alla Chiesa di camminare in maniera sinodale, e “sinodo” vuol dire proprio “cammino insieme”.
Poi la Via vuole riscoprire anche un cammino che attraversa i nostri territori appenninici e vi incontra il sacro, il mistero che si è reso visibile in alcuni luoghi.
Insomma, il cammino della Via Mater Dei vuole aiutare quelli che lo compiono a riscoprire il cammino della speranza».
«Già prima del Covid, nel 2018, abbiamo voluto “lanciare” la conoscenza della nostra montagna, delle nostre colline bolognesi, facendo un percorso di scoperta del territorio e di valorizzazione dei Santuari mariani – sottolinea Andrea Babbi, presidente della Via Mater Dei dal 2018 al 2024 – e per questo si chiama Via Mater Dei.
Lo abbiamo fatto valorizzando, con un rapporto pubblico- privato, tra Chiesa di Bologna e Comuni del territorio, tutto quello che era lungo questo percorso ».
«Adesso i santuari sono 10 – prosegue -, ma il mio sogno sin dall’inizio era di percorrere tutti i Santuari della montagna bolognese, fino a quello più in alto di tutti, Madonna dell’Acero.
Ci sono quindi altri 10 Santuari che potremmo mettere lungo il percorso, che ovviamente diventerà di 15 giorni. Oggi è un momento di passaggio, di coscienza del territorio e delle Istituzioni, dei Comuni che ci hanno sempre aiutato: possiamo farlo conoscere di più».
«Papa Francesco ha voluto che ogni santuario mariano fosse un luogo giubilare – conclude don Vacchetti – un luogo speciale della grazia di Dio.
Raggiungendo questo luogo nella forma del cammino, è possibile, alle condizioni richieste dalla Chiesa, ricevere l’indulgenza, cioè il tesoro di misericordia che Dio offre attraverso la Chiesa in quest’anno straordinario».
(Chiara Unguendoli)