“Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare!”

XVIII domenica del T.O.

I discepoli, uomini pratici, dicono a Gesù:
“Congeda la folla, perché vadano a comprarsi da mangiare”.

Se non li congeda lui, non se ne andranno spontaneamente.
Ma Gesù non li manda via, non ha mai mandato via nessuno.

Bello questo preoccuparsi dei discepoli, ma più bello Gesù che prova compassione.
Anzi, letteralmente,preso alle viscere per loro dice:
Date loro voi stessi da mangiare”.

I discepoli parlano di comprare, Gesù parla di dare.
Apre un altro modo di essere: dare senza calcolare, dare senza chiedere, generosamente, gratuitamente, per primi.

A noi, che quotidianamente preghiamo: “
Dacci oggi il nostro pane”, il Signore risponde: Voi date il vostro pane .

Dacci, noi invochiamo.
Donate, ribatte lui.

Ci sono molti miracoli in questo racconto: il primo quello della folla che, scesa ormai la notte nel deserto, non se ne va e rimane con Gesù.
Il secondo sono i cinque pani e i due pesci che qualcuno mette nelle sue mani, fidandosi, senza calcolare.

Terzo miracolo: poco, eppure quel poco basta, secondo una misteriosa regola divina: quando il mio pane diventa il nostro pane, il dono seme di miracolo.

Infine il quarto: la sovrabbondanza, tipica di Dio: raccolsero gli avanzi in dodici ceste. Una per ogni tribù, una per ogni
mese.

Tutti mangiano e ne rimane per tutti, e per sempre.
E hanno valore anche gli avanzi, le briciole, il poco che sei, il poco che sai fare, il bicchiere d’acqua dato.