Domenica 11 ottobre 2026

“Andate…e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze!”

XXVIII domenica del T.O.

Il Vangelo oggi ci parla di un re che prepara un banchetto di nozze per suo figlio.

È un uomo potente, ma è soprattutto un padre generoso, che invita a condividere la sua gioia.

In particolare, rivela la bontà del suo cuore nel fatto che non costringe nessuno, ma invita tutti, anche se questo suo modo di fare lo espone alla possibilità di un rifiuto.

Notiamo: prepara un banchetto, offrendo gratuitamente un’occasione di incontro, di festa.
Questo è ciò che Dio prepara per noi: un banchetto, per essere in comunione con Lui e tra di noi.

E noi, tutti noi, siamo dunque gli invitati di Dio.
Ma un banchetto nuziale richiede da parte nostra tempo e coinvolgimento, richiede un “sì”: andare, andare all’invito del Signore, Lui invita ma ci lascia liberi.

Ecco il tipo di relazione che il Padre ci offre: ci chiama a stare con Lui, lasciandoci la possibilità di accettare o non accettare.

Non ci propone un rapporto di sudditanza, ma di paternità e di figliolanza, che necessariamente è condizionato dal nostro libero assenso.

Dio è molto rispettoso della libertà, molto rispettoso.
Sant’Agostino usa un’espressione molto bella al riguardo, dicendo:
«Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te» .

E non certo perché non ne abbia la capacità – è onnipotente! – ma perché, essendo amore, rispetta fino in fondo la nostra libertà.

Dio si propone, non si impone, mai