Interessante e molto partecipata la “lezione” di Emilio Veggetti, con la proiezione di immagini antiche e soprattutto una bella dialettica nel raccontare la storia e le varie fasi della vita del Monte delle Formiche
LA STORIA DEL MONTE DELLE FORMICHE
“Ogni monte qui intorno aveva il suo nome, ma se si parlava del Monte con la m maiuscola era solo ed esclusivamente il Monte delle Formiche – ha detto lo storico Emilio Veggetti ieri sera 11 Settembre 2026, all’incontro al Santuario – il Monte delle Formiche era talmente importante che non aveva bisogno di nessun altro nome.
Era il Monte…
Questa zona è un punto trigonometrico ossia si vede da tutte le parti e viene usato per le rilevazioni.
Qui a Monte delle Formiche, oltre due milioni di anni fa, il mare Adriatico sbatteva contro la spiaggia, mentre i fiumi Lavino, Reno, Setta, Savena, Zena e Idice scaricavano sabbia e argilla e creavano un cono di deiezione su cui nasceva il territorio.
Qui a Monte delle Formiche e nei dintorni abbiamo trovato fossili di animali (la balena di Gorgognano, il tapiro ed il rinoceronte di Pian di Macina), di piante, di pigne, di perle e di conchiglie.
Al Monte delle Formiche abbiamo c’era la grotta dell’Eremita Saverio che nel 1515 incideva nel muro la propria presenza.
Senza parlare dei grandi alberi che sono su questa montagna, dal faggio più a nord della provincia di Bologna segno di quando in queste zone c’era ancora la glaciazione e la neve; i meravigliosi faggi che non vogliono niente intorno a loro; il mandorlo di Ca’ di Pippo dove le persone raccoglievano le mandorle per fare il certosino e la farina dolce; il grande pino nero vicino alle scale del Santuario.
È il posto più bello del mondo”.

