La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia
(Gv 16,20-23)
La donna, quando partorisce, è nel dolore, e lo fa volentieri, perché sa che più soffre lei, meno soffre il bambino.
Il suo corpo è tutto proteso per accogliere questo dolore, per partorire; quando poi il bambino è venuto alla luce, il corpo e gli ormoni fanno sì che lei si dimentichi di questo dolore per la gioia che è nata una vita nuova.
Il vero ormone dell’anima, è lo Spirito Santo, che ci dà la forza per soffrire per Cristo e ci dà la gioia, facendoci dimenticare quello che abbiamo sofferto.
L’immagine del parto è la parabola forse più bella della vita quaggiù sulla terra, della Pasqua: la usa Gesù nel Suo testamento, nell’ultima cena con i discepoli.
Davvero sia lo Spirito Santo quella forza, quel l’ormone, quell’energia che ci porta a dar la vita, a soffrire per amore, per partorire una vita nuova, per gioire della salvezza.
Gesù Maria Giuseppe vi amo
salvate anime!
(D.G)

