La donna delle briciole, questa cananea intelligente e indomita, che non si arrende alle risposte brusche di Gesù, è uno dei personaggi più simpatici del Vangelo: riesce perfino a far cambiare idea a Gesù.
La donna nel racconto parla tre volte.
La prima parola contiene la più antica di tutte le preghiere cristiane:
Kyrie eleison, Signore pietà.
E Gesù non le rivolge neppure una parola.
La donna non si arrende, dice e ridice il suo dolore, alza la voce fino a che provoca una risposta, ma scostante e brusca: sono venuto per quelli di Israele, non per te e tua figlia.
La donna però non si arrende: aiuta me e mia figlia!
Gesù replica con una parola ancora più ruvida:
“Non si toglie il pane ai figli per gettarlo ai cani.”
I pagani, dai giudei, erano chiamati “cani” e disprezzati come tali.
E qui arriva la risposta geniale della donna: è vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.
Potente, la madre crede con tutta se stessa, che non ci sono cani e figli, ma solo fame e creature da saziare; che il Dio di tutti è più attento al dolore dei figli che alla loro religione.
Gesù è come folgorato da questa immagine, si commuove:
Donna, grande è la tua fede!

