La prima stazione quaresimale celebrata a Pieve del Pino, e avente come tema "La santità della porta accanto"
è stata ricordata Suor Elena Cavazzoni,
e qui sotto riportiamo un paio di testimonianze di chi ha avuto modo di conoscerla.
LA MIA TESTIMONIANZA SU SUOR ELENA CAVAZZONI
"Ho avuto la grazia di conoscere Suor Elena e di diventare sua amica - ha ricordato l'accolita Alda Busato, durante la prima stazione quaresimale a Pieve del Pino sul tema della 'santità intorno a noi' - quando sono venuta a vivere a Pieve del Pino nel lontano 1993 frequentando la parrocchia ho conosciuto i suoi genitori.
Subito mi sono impegnata nel servizio della parrocchia ed in particolare ho frequentato un gruppo di preghiera di Rinnovamento nello Spirito costituito da diverse persone fra le quali anche i genitori di Suor Elena.
Suor Elena, come ben sapete, a quel tempo era fidanzata e conduceva una vita del tutto normale fra il lavoro, la casa e la frequentazione del suo ragazzo.
Poi pian piano ha iniziato un cammino di fede molto intenso e particolare. Sono diventata amica di Suor Elena nel momento in cui è caduta ammalata e ci siamo frequentate posso dire quasi giornalmente, per telefono o di persona.
Con Suor Elena andavo a fare adorazione giù a Bologna presso il convento delle suore Ancelle Adoratrici di via Masi, e più tardi presso la Casa San Giuseppe di Via Toscana.
La cosa singolare che quando ci accordavamo per partire per telefono ci dicevamo così: andiamo a fare vita mondana? E quella vita mondava durava circa 3 ore e posso testimoniare che durante quelle ore di preghiera la osservava rapita in estasi davanti a Gesù.
Poi Suor Elena ha iniziato anche a venire a casa mia a farmi compagnia nel periodo in cui mio marito era in Brasile per ragioni di lavoro. Spesso non solo restava accanto a me la sera, ma addirittura una sera di ritorno dalla adorazione, per non lasciarmi sola in casa, ha accettato di dormire a casa mia nel mio letto. Dopo aver pregato ancora insieme, mentre cercavo di dormire mi sono accorta che Suor Elena continuava a dialogare con il Signore con la luce accesa. Di fronte alla mia richiesta di riposarsi e di addormentarsi con un fare da maresciallo mi ha riposto, se non ti va bene, visto che hai una casa grande, puoi andare a dormire altrove.
Sono rimasta veramente edificata nel vederla così risoluta perché ho capito che per lei era più importante restare in compagnia con Gesù che preferire di dormire.
Posso terminare questa mia brevissima testimonianza nell’affermare che Suor Elena è stata veramente una donna di Dio che ha compiuto un cammino lento di avvicinamento al Signore che è esploso soprattutto nel momento della prova e della malattia.
Malattia che ha accettato di buon cuore per potere restare accanto a Gesù crocifisso. Certamente per me è stata una vera grazia che mi ha aiutato nella mia esperienza di fede e che mi ha fatto comprendere quanto sia importante la vita di preghiera ed in modo particolare la pratica dell’adorazione.
Vi confesso che ancor oggi di fronte al fatto che io soffro di una emicrania congenita e poiché Suor Elena ha sofferto di un tumore alla testa chiedo la sua intercessione e la protezione per la mia famiglia"
Nella foto Elena con il papà Franco
"Ringrazio il Signore per avermi dato la grazia di aver conosciuto Suor Elena - ha detto Antoine, parrocchiano di Pieve del Pino - di lei voglio raccontarvi tre episodi che mi hanno veramente edificato.
A quel tempo frequentavo abitualmente la parrocchia di Pieve del Pino e dopo la mia conversione sentivo il bisogno di partecipare anche alle messe quotidiane celebrate dal compianto don Luigi.
Al termine di una Messa è successo un fatto molto strano: una persona ha cominciato a voce alta ad inveire contro il Signore e di fronte a questo fatto Suor Elena, che era presente a quella celebrazione, si è messa a piangere dicendo: come si fa ad inveire contro il Signore? E nello stesso tempo soffriva di tutto questo cercando di comprendere il perché di tanto astio.
Ho compreso che lei non stava difendendo il Signore da queste ingiurie in quanto Gesù non ha bisogno di essere difeso da alcuno, ma soprattutto soffriva perché cercava di mettersi nei panni di questo uomo condividendo con lui tanta sofferenza. Sottolineo che Suor Elena in quei momenti era già ammalata di tumore, e lei sicuramente non si sarebbe mai azzardata di protestare così con tanta rabbia nei confronti di Gesù.
Un altro episodio è il seguente. Frequentavo alcuni gruppi di Rinnovamento nello Spirito sia di Pieve del Pino che di Bologna e anche Suor Elena vi partecipava. Un giorno Elena si trovava ricoverata presso l’ospedale Bellaria ed era già entrata in coma.
Appena l’abbiamo saputo insieme al alcuni fratelli, fra cui vi era Gigi che suonava la chitarra, abbiamo deciso di recarci all’ospedale per pregare su di lei, timorosi però che questo non ci venisse concesso vista la situazione in cui versava Suor Elena. I medici invece ce lo hanno permesso. Durante la preghiera Suor Elena improvvisamente, come se si fosse risvegliata dal coma, ha alzato il braccio come se volesse dirci che nonostante la sua grave situazione era presente e si univa a noi nella preghiera.
Il terzo episodio. Quando suor Elena è deceduta sono andato a darle il mio ultimo saluto. Entrato dove era stata sistemata sono rimasto colpito dalla bellezza che emanava il suo viso. Un viso sereno e disteso ed io me, che ne intendo di bellezza, sono rimasto colpito dal fatto che non si trattava di uno splendore umano e naturale bensì a qualcosa di soprannaturale.
Suor Elena è una persona importante per me che mi ha lasciato nel mio cuore un segno indelebile tanto che ogni giorno, da venticinque anni, quando passo davanti al cimitero dove è sepolta la prego e chiedo sempre la sua intercessione e la forza di poter testimoniarla non dimenticando di pregare anche don Luigi. A lode e gloria del Signore".