XXI domenica del T.O.
Il Vangelo di questa domenica ci riporta un passaggio-chiave nel cammino di Gesù con i suoi discepoli: il momento in cui Egli vuole verificare a che punto è la loro fede in Lui.
Prima vuole sapere che cosa pensa di Lui la gente; e la gente pensa che Gesù sia un profeta, cosa che è vera, ma non coglie il centro della sua Persona, non coglie il centro della sua missione.
Poi, pone ai discepoli la domanda che gli sta più a cuore, cioè chiede loro direttamente:
«Ma voi, chi dite che io sia?»
E con quel «ma» Gesù stacca decisamente gli Apostoli dalla massa, come a dire: ma voi, che siete con me ogni giorno e mi conoscete da vicino, che cosa avete colto di più?
Il Maestro aspetta dai suoi una risposta alta ed altra rispetto a quelle dell’opinione pubblica.
E, in effetti, proprio una tale risposta scaturisce dal cuore di Simone detto Pietro:
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E da questa risposta, Gesù capisce che, grazie alla fede donata dal Padre, c’è un fondamento solido su cui può costruire la sua comunità, la sua Chiesa.
Perciò dice a Simone:
“Tu, Simone, sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.
Anche con noi, oggi, Gesù vuole continuare a costruire la sua Chiesa, questa casa con fondamenta solide ma dove non mancano le crepe, e che ha continuo bisogno di essere riparata.
Noi certamente non ci sentiamo delle rocce, ma solo delle piccole pietre.
Ognuno di noi è una piccola pietra, ma nelle mani di Gesù partecipa alla costruzione della Chiesa […]; essa è comunità di vita, fatta di tantissime pietre, tutte diverse, che formano un unico edificio nel segno della fraternità e della comunione.
(dall’Angelus di Papa Francesco ago 2017)

