(Di Gianluigi Pagani)
Presentata la stagione della Via Mater Dei, il cammino trekking che collega Bologna ai più importati santuari mariani dell’Appennino Bolognese.
È un percorso di circa 157 km che si sviluppa in sette tappe su crinali di media montagna e che collega la città di Bologna a nove comuni dell’Appennino bolognese, visitando dieci santuari mariani.
È possibile percorrere anche singoli anelli di uno o due giorni, di facile o media difficoltà. «Nel corso del 2025 la Via Mater Dei è stata percorsa da oltre 7mila camminatori – ha raccontato Ermanno Pavesi della cooperativa Foiatonda, tante le iniziative organizzate lungo il percorso, grazie al contributo economico dell’Unione Comuni Appennino Bolognese, dell’Unione Savena Idice e della Città Metropolitana di Bologna».
Infatti sono stati oltre 40 gli eventi culturali, incontri e visite organizzate nel corso del 2025, compresa la realizzazione dello Yunka Festival, evento nazionale dedicato ai camminatori, organizzato dalla community di Cammini d’Italia. Ed il 2026 sarà altrettanto ricco.
Progetti collegati al cammino trekking sono la «Run for Mary» e «P’arte la run» a Bologna e la collaborazione con i progetti della Regione Emilia-Romagna, in particolare «Monasteri aperti».
Numerosi nel corso dell’anno sono stati gli interventi per la manutenzione, la cura e la revisione del tracciato, grazie al Cai e a Foiatonda, che gestisce anche i servizi accessori del trasporto bagagli e persone.
È stato attivato anche un progetto che coinvolge, per il secondo anno, i detenuti della Dozza, gestito da monsignor Stefano Ottani e da padre Marcello Mattè.
«La Via Mater Dei non è un luogo di reclusione, ma un cammino di pellegrinaggio – racconta don Giulio Gallerani parroco a Rastignano – con questa iniziativa coinvolgiamo quattro detenuti della Casa Circondariale Rocco D’Amato della Dozza che partecipano alle escursioni insieme ai volontari e ai giovani del territorio.
L’esperienza ha finalità rieducative e di reinserimento sociale, offrendo ai partecipanti la possibilità di riconquistare la libertà interiore e staccarsi dalla realtà del carcere per sperimentare la fiducia e la socializzazione».
«Dalla città, con le sue mura e i monumenti medievali tanto famosi nel mondo, piano piano, camminando e sudando – ha sottolineato don Massimo Vacchetti, responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dello sport, turismo e tempo libero potrete ritrovare quel contatto naturale con la terra, il vento, il sole, la pioggia che sono gli elementi casuali ma imprescindibili di un vero cammino, quest’anno insieme a San Francesco negli 800 anni dalla morte».
« La Via Mater Dei ha evidenziato Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro – rappresenta molto più di un semplice cammino: è un’esperienza di scoperta, incontro e bellezza che attraversa i nostri territori e le nostre comunità.
Siamo pronti ad accogliere pellegrini e camminatori con lo spirito migliore dell’Appennino: autenticità, ospitalità e natura».

