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.e Quaresima sia!
Con la celebrazione dell’imposizione delle ceneri di oggi pomeriggio a Pianoro Nuovo
é iniziata la Quaresima: tempo speciale che ci prepara alla grande festa dí Pasqua!!!
Buon cammino

“Sì Gesù, Grazie Gesù, Ti amo Gesù”, questa frase ci ha accolto e accompagnato in questi tre giorni insieme a Tolé.

Un fine settimana pieno di convisione e preghiera! Di gioco e di spensieratezza tra di noi.

Condividere le difficoltà e le gioie tra figli, in tutte le situazioni che viviamo.

Due importanti momenti di incontro: con la comunità del Villaggio Senza Barriere con cui abbiamo affrontato il tema della disabilità e della famiglia; affettività e sessualità secondo il progetto Teen Star guidato da Patrizio Calderoni.

Preghiera mattutina e serale nella cappella del villaggio e Messa festiva celebrata sabato sera da Don Giulio.

Non sono mancati i momenti di gioco con la festa di carnevale e l’immancabile tombola del sabato sera.

Un grazie speciale a Seba e Cate, i ragazzi più grandi che, con amore e pazienza, hanno giocato con i bimbi più piccoli.

La rete tra famiglie rigenera e crea bellezza, sostegno e forza.

Ci voleva proprio! Irene

(Un articolo desunto dal quotidiano AVVENIRE, nell’inserto domenicale “Bologna Sette”)

Il 20 febbraio 2026 la Comunità «La Sorgente» di Badolo (Sasso Marconi) accoglierà l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, per una visita breve, ma significativa e soprattutto tanto attesa.

«La Sorgente» si trova sulle colline tra Sasso Marconi e Monzuno, all’interno del Parco del Pliocenico, in una zona panoramica.
È una casa colonica circondata da circa dodici ettari di terreno, non lontana da Brento, dove padre Marella fondò una delle sue prime comunità.

L’immobile, uno dei pochissimi acquistati dall’Opera Marella, risale al 1978, in seguito alle prime morti per overdose di eroina a Bologna.
Non era ancora chiara la portata del fenomeno, ma l’Opera Marella si attivò immediatamente per offrire una risposta concreta ai giovani che perdevano la vita.

La rapidità con cui nacque il progetto riflette lo stile di padre Marella, sempre pronto ad aprire la porta a chi chiedeva aiuto, anche a costo di sacrifici personali.

Questo spirito continua ancora oggi: di fronte alle emergenze sociali e all’arrivo di famiglie provenienti da zone di guerra, l’Opera Marella sceglie di accogliere, anche quando le risorse sono limitate.

«La Sorgente» è diventata così la prima comunità di accoglienza per le dipendenze nella provincia di Bologna e, nel tempo, ha saputo adattarsi ai bisogni delle persone e del territorio.

L’idea iniziale, semplice e concreta, non è bastata a fermare una piaga che negli anni ottanta ha assunto dimensioni drammatiche, ma ha posto le basi di un impegno che continua ancora oggi.
La comunità ha sempre mantenuto una gestione di tipo familiare, come desiderava Marella: «una famiglia in ogni comunità ».

Oggi è una struttura accreditata dalla Regione Emilia-Romagna, gestita da educatori qualificati, e accoglie circa 18 uomini adulti, inviati dal Servizio per le dipendenze patologiche (Serdp) o provenienti dal carcere.

Il percorso è personalizzato e condiviso tra ospite, educatori e servizi invianti, e si basa sulla vita comunitaria, il lavoro, il supporto terapeutico, i colloqui e le attività ludico- ricreative, fondamentali per riscoprire il piacere di una vita libera dalle sostanze.

La fede non è un obiettivo imposto, ma i valori cristiani e il Vangelo restano una guida, anche grazie alla collaborazione con la parrocchia e con alcune realtà religiose del territorio.
Ci auguriamo che la visita dell’Arcivescovo possa rafforzare negli educatori il desiderio di continuare questo cammino e far sentire agli ospiti che la Chiesa e la società non li dimenticano, ma li accompagnano verso una vita nuova.

Moreno Astorri

Comunità «La Sorgente»

Articolo del Diacono Moreno Astorri, su “la Sorgente” uscito stamattina su avvenire Bologna 7
La Comunità è legata all’Opera Padre Marella ed è in relazione con Brento (Parrocchia della nostra ZP50)

La scuola materna cattolica di San Giacomo di Pianoro Vecchio ha festeggiato oggi il carnevale, con una bellissima storia sulla vita della maschera di Arlecchino.

“Secondo la leggenda antica – ha raccontato la maestra di religione – la figura di Arlecchino e del suo vestito colorato racchiude una morale cristiana e sociale basata sulla solidarietà, sulla condivisione e sulla trasformazione della povertà in ricchezza attraverso l’amore fraterno.

Per fare il suo vestito tanti hanno portato il loro piccolo contributo, simbolo dell’amore che dobbiamo condividere con gli altri nostri fratelli”

Dalla Santa Messa di ieri, citeremo sempre i tre patroni della nostra comunità: sono nel presbiterio, nelle tre direttrici della nostra chiesa.

In alto c’è San Girolamo, a destra dell’altare c’è San Paolo ed a sinistra San Pietro.

Riprenderemo la vecchia intitolazione della nostra parrocchia.
Fino al 1850 era Santi Pietro e Paolo.

Recuperiamo San Paolo proprio nell’Anno della Parola.
Per la nostra Diocesi il prossimo anno sarà quello del Pane e poi quello dei Poveri.

Riprendiamo come nome anche SAN PAOLO che ha in mano la spada ossia la Parola di Dio.

Quindi come comunità affidiamo a San Paolo il desiderio di vivere sempre piu la parola ed essere missionari.

Poi è arrivata questa stupenda croce d’altare che è un dono di don Carlo Mondin di cui abbiamo ricordato ieri il quarto anniversario della morte.

Lui diceva che i fedeli sono agnellini nell’Agnello, ossia possiamo partecipare all’opera redentiva di Cristo che ha salvato il mondo.

Il Signore vuole che condividiamo con Lui, offrendoci come Lui, amando come Lui ha amato. Sulla Sua croce mettiamo anche la nostra croce, quello che facciamo a Messa.

Don Giulio