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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello”
(Mc 5, 38-42)

Buona lunedì dell’ undicesima settimana!

“Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; date a chiunque vi chiede”.

Queste parole di Gesù, di porgere l’ altra guancia, sono parole che si capiscono all’interno delle parole dei giorni scorsi: perche’ grande è la ricompensa nei cieli”.

Certo, la giustizia è legittima sulla terra, ma c’è una giustizia ancora più grande, una ricompensa ancora più grande, che è quella che viene da Dio.

Di fronte alle ingiustizie, alle sofferenze, noi possiamo, sì, darci da fare per risolverle e dobbiamo farlo!-, ma possiamo anche davvero offrire tutto al Signore, e confidare nel premio, perché ogni gesto d’amore sofferto, anche ogni ingiustizia subita offerta al Signore, produce una ricompensa grande nei Cieli.

Così ha fatto Gesù sulla croce: ha puntato tutto sulla ricompensa di Dio, ha lasciato fare a Dio, e ha ottenuto una “vendetta”, una giustizia incredibile, vincendo davvero il male.

Il male si vince solo così: non diventando anche noi male, ma rispondendo con il bene.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo.
Salvate anime!

(D.G)

“Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione.
In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”
(Mt 5,20,26)

Buon 13 Giugno, Festa di S.Antonio da Lisbona e di Padova…
Essendo don Giulio per metà padovano, per me oggi è una bellissima festa!

È famoso, S.Antonio, perché, lui, grande dottore e predicatore- un giorno, scorta una luce incredibile nella sua cella,  lo videro che cullava con tanto affetto, come una mamma, Gesù Bambino nel suo cuore.

Oggi Gesù nel Vangelo parla di “ultimo spicciolo”: dovremo rendere conto e pagare fino all’ultimo spicciolo.

È negli spiccioli della vita, è nelle piccole cose, che c’è Dio, perché sono grandi proprio le cose piccole; anche una piccola parola o un piccolo pensiero contro, un piccolo litigio, è come uccidere una persona, arriva a dire il Signore oggi nel Vangelo.

È nel piccolo, che c’è il grande, e Dio è piccolo, e vuole essere trattato come un bambino: cullato, portato in braccio, perché sappiamo riconoscerlo nelle cose più piccole, come nei bambini.

Riconoscere la sua presenza e amarlo: amare rendendo grande la nostra piccola vita.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo.
Salvate anime!

(D.G)

Santa Messa stasera a Pianoro nel trigesimo della nascita al cielo di mons. Paolo Rubbi.
Ha presieduto la celebrazione don Stefano Bendazzoli, assistente Azione Cattolica.

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».(…)
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
(Mc 3, 20-35)

Buona decima domenica del Tempo Ordinario!

Due bellissime notizie di oggi, che è domenica: la prima è che il Signore “è fuori di sé”: così dicevano di Lui, perché è dentro di noi.

L’amore è questo: uno si dimentica di esistere, del proprio io, e vive in Dio, vive nel prossimo.
Quindi possiamo accoglierLo: Lui vuole vivere fuori di sé per vivere in noi, ed aiutare anche noi a vivere un po’ fuori di noi stessi, quindi liberi dalle tristezze e dall’egoismo.

Se facciamo la Sua volontà diventiamo non solo  fratelli e sorelle, ma addirittura madre, capaci di generarLo in noi.

La seconda bellissima notizia è che, mentre tutto si disfa, e anche il corpo esteriore si disfa– perché è così che funziona!-, quello interiore si rinnova di giorno in giorno: ogni giorno sono sempre più nuovo!
Nelle cose invisibili, che sono eterne, che non passano, c’è sempre una novità.

Questo fa lo Spirito Santo in noi: invochiamolo tanto!

Gesù, Maria Giuseppe vi amo.
Salvate anime!

(D.G)

L’ulivo verrà benedetto e distribuito anche nella messa prefestiva
di sabato 23 Marzo alle ore 18,30

Esperienza nuova per esplorare i nostri colli bolognesi e i loro santuari,
imparando a goderci la
bellezza di stare insieme,
il tutto condito dalla magica atmosfera di uno dei più grandi film del cinema

fantasy: “Il Signore degli Anelli”.

Per l'iscrizione e informazioni e tappe: vedi tutte le infprmazioni nelle immagini sottostanti

Grande successo per il concerto cameristico del Distretto culturale della Città Metropolitana di Bologna,
che si è svolto nella chiesa di San Bartolomeo di Musiano,
grazie alla disponibilità del sindaco di Pianoro Franca Filippini e del parroco don Daniele Busca.

Gli artisti Domenico Alfano al flauto, Emanuele Benfenati al violino, Enrico Celestino alla Viola e Francesco Maria Parazzoli al violoncello hanno offerto uno splendido concerto con i quartetti di Mozart e la sonata a quattro di Rossini.

Presente fra il pubblico anche Maurizio Marchesini che ha finanziato i lavori di restauro dell'antica chiesa di San Bartolomeo.
(Cliccando le immagini si ottiene un ingrandimento)

3° Domenica di Quaresimo

“Come è la vostra autostima?

– ha detto don Giulio durante l’omelia odierna – si dice che i giovani hanno poco autostima.

Questa è un dono che si riceve.
Cosa dicono le scritture oggi quando parlano dei dieci comandamenti? I primi 3 comandamenti sono il mio rapporto con Dio (e su di essi sono dedicate molte righe di commento) mentre gli altri sette comandamenti sono il rapporto con gli altri, comunque derivati dai primi tre.

I comandamenti sono le dieci parole della libertà.

Servo Dio oppure mi faccio schiavo dell’attualità?
Primo comandamento, le immagini, riempiamoci gli occhi di immagini positive.
Secondo comandamento, le parole, riempiamoci le orecchie di parole positive.

Terzo comandamento, il riposo, la bellezza della Messa, spazio di regalità, dove non devo fare alcunché ma stare solo insieme a Cristo.

Gesù entra nel tempio e perde la pazienza (ma lo fa apposta per farci capire il suo messaggio).

Usa la frusta (simbolo della frusta nella crocifissione), poi manda fuori gli animali (lui simbolo dell’agnello immolato); poi getta per terra le monete (come nel tempio al momento del tradimento).

Quindi significa che il vero nuovo tempio è Cristo Crocifisso, laddove i 10 Comandamenti si ritrovano.

Gesù si affida all’uomo, perché conosce l’essere umano, il suo più grande tesoro.
La Pasqua è quindi una liberazione, perché siamo pieni di Dio e siamo liberi.
Amiamo e crediamo in Dio che ama e crede in noi.