Category Archives: Parrocchia S.Maria di Zena

Domenica 27 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
Gen 18,20-32   Sal 137   Col 2,12-14   Lc 11,1-13


Il
tema del Vangelo di oggi è la preghiera. I discepoli guardando Gesù che prega avvertono il desiderio di imparare a pregare da Lui. Loro sapevano pregare con le formule della tradizione ebraica, ma nella preghiera di Gesù vedono una “qualità” diversa.

Egli vive con Dio Padre un rapporto intimo, e tutta la sua vita è intrisa di preghiera, specialmente ogni sua azione importante è preceduta da lunghe soste nella preghiera, perciò i discepoli chiedono di poter vivere anche loro quest’unione con Dio.

Questo è molto bello: da una parte risveglia la nostalgia di Dio e il desiderio di “respirare il suo amore” mediante la preghiera, desiderio che spesso viene sacrificato alle cose da fare o a sterili passatempi.
Dall’altra ci fa riflettere sul nostro modo di pregare, non si tratta chiaramente di ostentare o teatralizzare, ma di chiederci: chi mi guarda è attratto alla preghiera?

Quando prego, lo faccio sul serio?
Ad esempio, durante la celebrazione eucaristica sono partecipe o distratto?
Penso e mi chiedo se il parroco farà una buona performance con la sua omelia, o celebro sul serio?

Alla domanda dei discepoli Gesù risponde insegnando la preghiera del Padre nostro.
Come disse Papa Francesco (Angelus 28 luglio 2019): «Gesù non dà una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed “ottenere” qualcosa.

Egli invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione col Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre.
Sta qui la novità della preghiera cristiana!

Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall’ascolto e aperto all’impegno solidale […] Ciò che chiediamo nel “Padre nostro” è già tutto realizzato in noi nel Figlio Unigenito: la santificazione del Nome, l’avvento del Regno, il dono del pane, del perdono e della liberazione dal male.

Mentre chiediamo, noi apriamo la mano per ricevere […] i doni che il Padre ci ha fatto vedere nel Figlio». 

Sì, il Padre nostro è la sintesi di ogni preghiera e ogni preghiera dovrebbe essere ricapitolata nel Padre nostro.
A Dio chiediamo che il Suo nome sia santificato (cioè che Egli sia riconosciuto per ciò che è, il Santo, anche attraverso il nostro modo di vivere); che venga il suo regno (di amore, di giustizia e di pace, impegnandoci ad accoglierlo in noi e a costruirlo attorno a noi); che ci dia il pane quotidiano (cioè il necessario per vivere, dunque sia il “pane” materiale sia quello spirituale, ovvero il pane della Parola e dell’Eucaristia); che ci dia il suo perdono, impegnandoci a perdonare a nostra volta; e, infine, che non siamo abbandonati alla tentazione (ovvero invochiamo il suo aiuto per vincere la tentazione e saper scegliere il bene).

A tal proposito «La tentazione mette la libertà-responsabilità della persona di fronte a un bivio: il bene e il male.
Ad esempio, aiutare il prossimo o lasciarlo perdere?
Per scegliere il bene, è necessario l’aiuto di Dio che, d’altra parte, non lo impone a nessuno.

Da qui la consapevolezza d’averne bisogno e di chiederlo fiduciosi nella preghiera…
È consolante pensare e credere che Dio è sempre presente alla (o nella) tentazione, così da vincerla, anzi, trasformarla in conferma nella scelta del bene».

Poi Gesù racconta la parabola dell’amico importuno e dice: “bisogna insistere nella preghiera”: «Dio desidera essere cercato, perché Dio è dono.

È dono assoluto perché è amore e l’amore vuol donare tutto e donare se stesso.
Uno ne riceve nella misura in cui lo desidera […]
Desidera questo corpo a corpo con noi perché noi chiediamo tante cose a Lui; alla fine Lui vuole solo una cosa: che entriamo in contatto con Lui».

Perciò Gesù ci esorta a chiedere, a cercarlo, certi che Lui ci dà solo ciò che è il nostro vero bene.
A volte quello che chiediamo è buono ma ci vuol tempo; altre volte proprio quest’attesa purifica il nostro desiderio e ci troviamo a chiedere qualcosa di più profondo.

Ad esempio, ricordo una persona che all’inizio chiedeva al Signore che cambiassero alcune cose attorno a lei, dopo tempo si trovò a chiedere che Dio cambiasse lei e che quelle cose non la cambiassero in peggio!

Altre volte, nonostante ciò che chiediamo ci sembri buono, Dio ha in mente un bene più grande; perciò sembra che la porta rimanga chiusa ma se perseveriamo un giorno si aprirà e scopriremo che Dio non ci ha dato quel che chiedevamo ma ci ha dato molto di più.

In fondo, Egli ci dona sempre di più, perché ci dona se stesso!
Con questi sentimenti di fiducia, chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a gustare il Padre Nostro, pregandolo uniti a Gesù per vivere secondo il Vangelo sotto la guida dello Spirito Santo.

IN PRATICA

XV domenica del Rempo ordinario

“Quando dimentichiamo che quell’uomo mezzo morto e mezzo vivo non siamo altro che tutti noi, feriti e abbandonati nel viaggio della vita, rischiamo di diventare indifferenti o rassegnati nei confronti della possibilità che la carità di Cristo sia il balsamo capace di riconciliare tutte le cose.”


Nella mattinata di venerdì 11 luglio, è morto presso la Casa di Cura “Toniolo” il MR don Lorenzo LORENZONI, di anni 98, Decano del Clero bolognese.

Nato a Trebbo di Reno il 29 settembre 1926, dopo gli studi nei Seminari di Bologna è stato ordinato presbitero il 23 settembre 1950.

Vicario parrocchiale di S. Girolamo dell’Arcoveggio in Bologna dal 1950 al 1957, dal 1957 al 1961 è stato Amministratore parrocchiale di Fagnano e dal 1957 al 1962 Parroco di Zappolino.

Nel 1962 è stato nominato primo parroco di S. Giacomo fuori le Mura, di cui ha curato la costruzione dell’intero complesso parrocchiale e dove ha esercitato il suo ministero fino al 2002.

Dall’ottobre 1982 è stato anche Amministratore parrocchiale di S. Andrea Valle di Savena, fino alla soppressione della Parrocchia nel 1986.

Officiante a S. Teresa del Bambino Gesù dal 2002 al 2018, dal 2004 era Amministratore parrocchiale di S. Giovanni Battista di Monte Calvo.

Dalla tarda mattinata di domani, sabato 12 luglio, si potrà visitare la salma presso la camera mortuaria della Casa di Cura “Toniolo”.

La S. Messa esequiale, presieduta dal Cardinale Arcivescovo, sarà celebrata lunedì 14 luglio, alle ore 18.30, presso la chiesa parrocchiale di S. Giacomo fuori le Mura.

I resti mortali si riposeranno nella cripta del cimitero di Montecalvo.


“Da una ventina d’anni a questa parte don Lorenzo Lorenzoni, nonostante l’età che avanzava anno dopo anno, ha fatto rinascere la parrocchia di Monte Calvo, a Pianoro – ricorda Simonetta Saliera, già sindaco di Pianoro e presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna – uno sforzo fatto con passione e con impegno che ha segnato la vita di Pianoro.
Purtroppo, oggi, don Lorenzoni ha lasciato per sempre questa terra lasciando in ognuno di noi che lo abbiamo conosciuto a gli abbiamo voluto bene un grande vuoto.
Oggi è un giorno di dolore, ma il ricordo di quanto don Lorenzoni ha fatto per la nostra comunità resisterà nel tempo.
A Vittoria, che lo ha accudito fino alla fine, e alla Chiesa di Bologna vanno le mie più sentite condoglianze”.

(GIÀ) SCRITTI

XIV domenica del Tempo Ordinario

“Per ogni uomo e ogni donna la «vocazione battesimale» non si esprime in altro modo se non in questo essere pienamente disponibili all’annunzio del Regno con libertà e creatività.”


Ieri pomeriggio (29 giugno 2025) è stata inaugurata la croce di vetta all'Altare Materpacis di Montecalvo lungo la Via Mater Dei.

Si tratta di un blocco di pietra delle Alpi piemontesi, con sopra una croce, che la famiglia Raule ha voluto dedicare alla memoria di Michele, un giovane di San Lazzaro di Savena, molto attivo nel mondo del volontariato, scomparso l'anno scorso in montagna, durante una maratona benefica a favore dei bambini malati.

Alla presenza del sindaco di Pianoro Luca Vecchiettini, del fratello Nicola Raule, del parroco di Rastignano Don Giulio Gallerani e del rappresentante della Diocesi Don Massimo Vacchetti, la croce di vetta è stata ufficialmente posizionata di fianco all'Altare Materpacis, dedicato ai caduti di tutte le guerre, e tappa del cammino trekking della Via Mater Dei.

La croce avrà anche un libro di vetta dove le persone potranno scrivere i loro pensieri e utilizzare il timbro della Via Mater Dei per timbrare il proprio passaporto del cammino.

La cerimonia si conclusa con la celebrazione della Santa Messa, un momento conviviale con pizza e crescenta bolognese, e con il concerto del duo Pellegrino e Catalano che hanno suonato musiche di Ennio Morricone, mentre il sole tramontava sulla Materpacis.


SS. Pietro e Paolo

LIBERATI

Le riflessioni della Domenica

“I santi Padri amavano paragonare Pietro e Paolo a due autentiche colonne sulle quali si regge l’intero edificio della chiesa. La comunità cristiana sparsa per il mondo intero in questo giorno è chiamata ad approfondire il proprio legame con la loro testimonianza di fede, di vita e di amore.”