Dio valuta il pentimento sincero più delle apparenze di rettitudine.
Ci invita ad essere sempre pronti a cambiare strada quando sbagliamo.
Oggi ricorre la 112ª Giornata del migrante e del rifugiato
La liturgia della Parola ci invita oggi a fare due passi.
Il primo viene dal riconoscere che, nella nostra vita, ci sono infedeltà e peccato.
Quindi bisogna fermarci e “guardare”, avere il coraggio di riflettere sui nostri atteggiamenti, sulle nostre scelte e di dire di no a quello che a Dio non piace.
Con fermezza.
Gesù ci dà come modelli i pubblicani e le prostitute che hanno accolto la chiamata alla conversione del Battista.
Ricordandoci che la conversione suscita dei santi!
Nella nostra vita c’è generosità, ci sono sentimenti di amore e di compassione?
Paolo ci esorta a non fermarci.
Dobbiamo andare oltre, sempre oltre, e servire l’unità fra tutti.
Non possiamo accontentarci di un poco di amore.
Occorre mirare alla piena trasformazione dei nostri sentimenti, facendo nostri man mano i “sentimenti di Gesù” che, per amore, si svuotò, si umiliò, si fece obbediente fino alla morte.
La santità è una conversione continua sempre tesa alla costruzione dell’unità fra tutti in Dio.
Andiamo, sì, e lavoriamo insieme nella vigna del Signore!
Non a parole, ma con i fatti!

