“C’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna”

XXVII DOM DEL T.ORDINARIO

La vigna della parabola è un incarico affidato a noi.
Prendiamoci cura, con responsabilità e gratitudine, dei doni e degli incarichi che Dio ci ha affidato.

 Mi affascina la cura e la passione del padrone della vigna.

La pianta con cura, le fa una siepe attorno che possa custodirla come il suo abbraccio, scava un frantoio perché è certo che porterà frutto abbondante e costruisce una torre perché dall’alto la si possa sorvegliare

Ma questa tenerezza contrasta con la furia omicida dei vignaioli che fanno piazza pulita dei servi e nemmeno si arrestano davanti al figlio.

Questo contrasto è l’eterno intreccio tra l’amore di Dio e il nostro rifiuto.

Quanti messaggeri Dio manda nella nostra vita e quante chiusure, mediocrità e falsità ancora segnano il nostro rapporto con Lui. Una cosa è certa: Dio non si ferma davanti alle nostre chiusure.

Dio non si stanca delle nostre resistenze.
Le nostre risposte non cambiano la qualità del suo amore appassionato e gratuito.

Lui cerca frutti nella sua vigna.
A volte non trova altro che foglie e rami secchi, altre volte solo qualche debole germoglio.
Ma Lui non si stanca, scommette su di noi.

Siamo la sua vigna.
Siamo la sua chiesa.