Le campane di Musiano

Storia delle campane di S. Bartolomeo di Musiano

Una realizzazione che nel tempo ha prodotto notevoli risultati all'immagine della parrocchia è stata la decisione di intraprendere la costruzione di una "cella campanaria" più dignitosa della baracca costruita nel periodo post bellicum al fine di alloggiare delle campane.

Il campanile esistente prima del secondo conflitto mondiale, fu distrutto da due serie di bombardamenti avvenuti nel 1944.

La chiesa venne ricostruita, utilizzando il più possibile i mattoni dell'edificio distrutto, e fu don Cesare Guidi, parroco a quel tempo, a iniziare la ricostruzione.
Don Cesare stesso, durante i bombardamenti, rimase sotto le macerie, e fu quasi un miracolo che non soccombesse.

Le campane del campanile subirono danni gravissimi.
La campana comunemente chiamata "grossa" nel crollo subì la rottura della criniera, che rese pertanto impossibile il nuovo utilizzo.
Le altre tre vennero praticamente distrutte.

Vennero acquistate altre campane, di scarso valore, e furono posizionate all'interno di una specie di baracca posta in un angolo del piazzale.

Un campanaro della parrocchia,Monti Guglielmo, detto "Memo", piccolo impresario edile, con la casa, residente in un complesso abitativo accanto al complesso parrocchiale, e facente parte del Consiglio Economico, durante una riunione esordì con l'idea di costruire una degna cella campanaria al posto della baracca, e semmai di rinnovare il parco campane con qualcosa di più appropriato.

Il parroco, don Giorgio Paganelli accolse con favore ed entusiasmo la proposta, come pure l'intero Consiglio e pertanto si diede inizio a tutta la procedura necessaria: progetto ingenieristico secondo le norme edilizie, domande alla Commissione Edilizia comunale, insomma tutto il necessario per attuare secondo le norme e le leggi vigenti, detta costruzione.

Per quanto riguardava la procedura burocratica comunale, fu presa a cuore da un membro comunale, e ad essa dedico tutto il tempo necessario.
Il progetto fu affidato all'ingegnere Paolo Parenti che, oltre al progetto, garantì la sua assistenza tecnica durante le fasi della costruzione.

Le quattro campane post belliche, furono vendute alla Parrocchia di Pianoro Nuovo, che ne erano sprovvisti, e furono vendute al prezzo di sedici milioni di lire.

I lavori, ufficialmente, iniziarono il 1° agosto 1981, e la parte edilizia fu presa a cuore da campanari che esercitavano nella vita l'attività di muratori, rinunicarono alle loro ferie, e diedero il via all'opera e alla costruzione.

Per le nuove, si iniziò a studiare opportuni fonditori, e la scelta cadde sulla ditta De Poli di Revine Lago in provincia di Treviso.
Tale scelta, molto importante, fu dettata dal fatto che il genero di De Poli, di cognome Marchesini, aveva avuto la felice idea di studiare le leghe delle campane bolognesi che hanno un loro tono particolare, prezioso, armonico.

Pertanto scelta migliore non poteva essere.
Il fonditore, venne a Musiano per prendere conoscenza delle opportune richieste al fine di poter poi gestire nel modo migliore la delicatissima complessa e lunga procedura necessaria quando si realizzano le campane: fusione, colata e raffreddamento sotto terra.

"Memo" era indeciso e combattuto se realizzare una campana che desse valore e timbro a tutto il concerto delle campane: una grossa.

Venne deciso di farla e l'onere se lo assunse la famiglia Marchesini Massimo di Musiano.
Anche le altre campane sono state donate da famiglie e privati della parrocchia.

La fonderia De Poli procedette alla fusione delle campane.
Alla prima fusione, nel tardo autunno del 1988, una volta raffreddata (circa un mese di attesa) tre risultarono perfette ma due presentarono un timbro sono difettoso.
Si procedette, agli inizi del 1989, ad una nuova procedura di fusione al fine di ottenere il timbro corretto.
Dopo il complesso procedimento, e al lento raffreddamento, le due campane risultarono perfette nel timbro sonoro.

Il primo aprile 1989 furono trasportate a Musiano e poste sul traliccio, preparato dal fabbro Rinaldi Francesco, e già opportunamente sistemato all'interno della costruzione, ancora senza il tetto, per permettere un agevole posizionamento con tutte le dovute attenzioni e cautele.

Il tetto interamente in legno fu donato dalla famiglia Marchesini Massimo e figli.
(Costo circa 3,7 milioni di lire)

La solenne innaugurazione avvenne il 22 Aprile 1989 con grande festa per la comunità parrocchiale di Musiano.
La sonorità perfetta completata dalla grande capacità delle squadre dei Campanari che festosamente gareggiarono nei tipici "doppi" che contraddistinguono le famose campane bolognesi.

In tale occasione si organizzò anche un primo stand gastronomico che ebbe un notevole successo per la buona cucina e per il clima festoso.

Fu così che si iniziò la "tradizionale festa della Comunità" negli anni successivi intorno alle date del 22 - 30 aprile per ricordare tale innagurazione.

Il parroco don Giorgio Paganelli terminò il suo servizio pastorale alla parrocchia dopo 22 anni....

Forse una causalità: l'innagurazione avvenne il 22 aprile.

La campana grossa è stata donata da Marchesini Massimo e figli.

La campana piccola è stata donata da Guido Calzolari in memoria dei loro defunti.
La campana mezzana è stata donata da "Memo e famiglia" (Monti Gugliemo)

La benedizione delle campane avvenne in un secondo tempo, con il rito solenne e specifico per tale evento venne  il Vescovo Ausiliare di Bologna Mons.Claudio Stagni.
Secondo il Canone religioso che prescrive tale norma le campane di Musiano vennero benedette e affidate alla protezione di:

- Campana Grossa: a Gesù, Salvatore del mondo; (q.li 4 circa costo circa 5 milioni di lire)

- Campana media: alla Madonna venerata col titolo di Assunta in Cielo.

- Campana mezzana: A San Bartolomeo, patrono della parrocchia.

- Campana mezzanina. a Sant'Anna, madre della Madonna.

- Campana piccola: a Sant'Antonio da Padova

(Le immagini sottostanti, sono tutte cliccabili per ottenere un ingrandimento)

Don Giorgio Paganelli

Targa inaugurazione posta nella cella campanaria

Campana grossa e suo offerente

Campana media e suo offerente

Offerente della campana

In occasione dell'inaugurazione della cella campanaria, furono realizzati un quadretto in lastra d'argento e un portachiavi.

In occasione dell'inaugurazione della cella campanaria, furono realizzati un quadretto in lastra d'argento e un portachiavi.