“Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione”.
(Os 1,4.8.9)
Dio è l’umiltà stessa: è Lui il vero umile, perché si china su di noi, come racconta il profeta Osea, per attirarci alla Sua guancia, per abbracciarci e per darci da mangiare.
Ecco, l’amore rende Dio un papà e una mamma che si fanno umili, cioè bassi, vicino alla terra, vicino ai piccoli, per abbracciarli e aiutarli.
L’amore rende umili e Dio è il più umile di tutti: Lui che è il più alto si è fatto il più piccolo, perché noi che siamo piccoli puntiamo all’alto.
Oggi ricordiamo i martiri cinesi, tra cui Sant’Elia Facchini, il rettore del seminario in Cina, che disse ai suoi seminaristi: “Prepariamoci al martirio, e ora.. al Cielo!”, che è la cosa più alta che ci sia.
Al Cielo vuol dire: a Dio.
Bene, noi possiamo puntare a Dio, al Cielo, perché Dio ha puntato a noi, alla terra, e si è fatto piccolo: questo è il miracolo dell’umiltà, che rende grande ciò che è piccolo.
Gesù Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime!
(D.G)

