“Spiegaci la parabola della zizzania nel campo”

XVI domenica del T.O.

Insegnaci ad attendere Signore Gesù, insegnaci a credere nella forza dell’Amore.
Insegnaci la determinazione che sa attendere che i tempi si compiano, che il grano maturi e sia raccolto, che il piccolo seme cresca e faccia ombra, che la pasta fermenti.
Insegnaci a percorrere le strade della fiducia e a restare lungo i sentieri dell’affidamento.
Quando il male sembra vincere, quando la violenza sembra trionfare, quando la vita sembra soccombere,
rendici capaci di attendere che l’amore si compia.
(Sr.M.Tassielli)

 

Il grano e la zizzania ci ricordano che il Regno non si rivela condannando i cattivi e premiando i buoni.

Giovanni Battista si aspettava una bella pulizia generale.
Annunciando il Messia, infatti, disse: “Nella sua mano tiene il ventilabro e pulirà la sua aia, raccogliendo il grano nel granaio e gettando la paglia nel fuoco”

Ma Gesù fa tutto il contrario:
non allontana i peccatori, non punta il dito contro chi era etichettato come la zizzania della società.

Il maestro non si circonda di perfettini e primi della classe, tra i dodici – lo sappiamo – c’è gente con un passato discutibile e, tra di loro, c’è pure il traditore.

I mietitori impazienti che vogliono sradicare la zizzania, assomigliano a chi vuole comunità di perfetti e gruppi esclusivi di primi della classe, e dimenticano che la chiesa è una comunità di peccatori che hanno fatto esperienza del perdono e della paziente misericordia del Padre.