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Ieri sera, a conclusione del mese di maggio, come da tradizione, il Rosario è stato recitato nella Chiesa diroccata di Riosto (sopra Pianoro).

Secondo lo storico locale Marco Paganelli, nella sua storia di Pianoro (reperibile nel sito internet della Pubblica Assistenza di Pianoro e nella pagina della Parrocchia di Pianoro Nuovo nelle bibliografia a fondo pagina).

Questa chiesa di Riosto era dedicata a S. Maria Assunta e conteneva tele e cimeli di notevole pregio e valore.

Dietro la sagrestia si rinvenne un’urna contenente ossa e due medaglie appartenenti al periodo romano repubblicano; nel muro, sempre dietro la sagrestia, venne alla luce anche uno scheletro umano con elmo e armi e un cane in bronzo di notevole fattura.

Dietro l’altare maggiore si scoprì una vecchia porta sul cui architrave vi era un’aquila ed una scritta in caratteri greci “Non si entra nel tempio se non a piedi scalzi e col capo coperto di cenere”.

La guerra però ha raso al suolo tutto, lasciando solo macerie di queste preziose testimonianze.

Dopo il Rosario, un momento conviviale al vicino ristorante Podere Riosto, con tante prelibatezze!

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TESTIMONI

Ascensione del Signore

“Noi che spesso ci sentiamo deboli, inadeguati, siamo continuamente perdonati dal suo amore. Ciò che qualifica a essere «testimoni»



I Templari della Commanderia “Fra’ Pietro da Bologna” hanno tenuto il “Capitolo Investiture e Accettazione nell’Ordine”, presso il Santuario della Madonna del Monte delle Formiche.

Dopo la Santa Messa celebrata da Monsignor Oreste Leonardi, primicerio emerito della Basilica di San Petronio, si è svolta la cerimonia di investitura cavalleresca con quattro nuovi Cavalieri e Dame, che sono entrati nell’Ordine.

Di seguito si è svolto un pranzo conviviale nella sala d’accoglienza dei volontari del Monte delle Formiche.

 

Don Massimo Vacchetti presenta la camminata Run for Mary
di sabato 31 maggio a Bologna,
ed il progetto di restauro delle tre Madonne di Via De' Chiari
con il progetto 'P'Arte la Run'.

 

La Madonna di San Luca in città

La discesa di Maria, come sempre, aiuti noi a salire verso l’umanità piena che il Signore ci dona e ci aiuti ad aprire il nostro cuore aiutando questa Madre ad avere cura di tutti i suoi figli».

(Articolo di DI LUCA TENTORI)

Un convegno per raccontare l’importanza di una firma: si è tenuto martedì scorso, sul tema «8xmille Bene comune.

Per migliaia di gesti di amore e di speranza» nella Sala conferenze «Marco Biagi» dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Bologna.
Il convegno è stato proposto dal Servizio diocesano per la Promozione al Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica «Sovvenire» in collaborazione con Ordine e Fondazione dei dottori
 commercialisti e degli esperti contabili di Bologna, Acli Bologna e Istituto diocesano per il Sostentamento del clero. L’arcivescovo Matteo Zuppi, in un’intervista a margine del convegno ha ribadito l’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa Cattolica: «C’è molto bisogno – ha spiegato -.

Nonostante si possa pensare che la Chiesa abbia già tanto, fa anche fronte a tante necessità.
Con questa scelta moltiplichiamo il bene, perché permette di trovare delle risposte immediate a tanti bisogni e a tante sofferenze.

Per questo è una firma che aiuta a far arrivare il bene nel mondo».
«La Chiesa è presente nelle regioni di maggiore sofferenza in Italia e all’estero – ha detto ancora il cardinale – e la firma per l’8xmille è un modo di far arrivare un aiuto proprio in questi territori più fragili».
Anche Pierpaolo Donati, membro della Pontificia Accademia delle Scienze sociali e docente di Sociologia all’Alma Mater ha insistito sul valore aggiunto dell’8xmille: «La sussidiarietà non è dare un sussidio, ma creare le condizioni affinché la Chiesa, la prima delle istituzioni della società civile,
 possa fare quello che deve, ossia adempiere pienamente alla propria missione».

Don Claudio Francesconi, Economo della Cei, ha evidenziato il rapporto tra l’8xmille e la speranza: «Le comunità cristiane che vivono nel tessuto del nostro Paese continuano ad essere sostenute nella speranza e concretamente in progetti che danno corpo e vita alla testimonianza cristiana.
La scelta della firma per l’8xmille è un modo per creare dei ponti di solidarietà e di condivisione con il territorio e la società civile, nell’ottica della
costruzione del bene comune».

L’evento è stato moderato da Giacomo Varone, responsabile del Servizio diocesano per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che ha spiegato la situazione attuale e le prospettive future.

«Siamo qui – ha detto – per ricordare il valore e l’importanza di questa firma che si può tradurre, e si traduce di fatto, in gesti di gratuità per i più fragili e i più deboli, all’interno della comunità ecclesiale, ma anche a favore della società civile.

Promuoviamo la firma per l’8xmille perché, pur nella consapevolezza che la percentuale delle firme è in calo, si vuole riaffermare il valore di questa scelta come bene comune, come qualcosa che arriva a beneficio della società, anche in una fase di supplenza rispetto a ciò che lo Stato, a volte, non riesce a fare».

«Un bene comune – ha concluso che va ricordato e promosso, soprattutto in questo periodo. Vogliamo ricordare quanto valore e ricchezza la Chiesa produce all’interno della società degli uomini, anche soltanto col semplice gesto di una firma a favore dell’8xmille».

Zuppi: «Con questa scelta permettiamo di trovare risposte immediate a tanti bisogni e sofferenze»

Sabato 31 maggio, con partenza alle 9 da piazza Santo Stefano, si svolgerà la 6ª edizione della Run for Mary, camminata ludico-motoria aperta a tutti. La camminata si snoderà per 5 km lungo le vie del centro di Bologna e terminerà nel cortile dell’Arcivescovado, con un rinfresco- brunch e un piccolo omaggio per i partecipanti.

«La motivazione originale della Run è volgere lo sguardo a Maria, ovvero condurre il mondo sportivo ad un incontro nuovo, tra fede e sport, che sorprenda e rassicuri i cuori – dice Simona Salvatore, responsabile organizzativa -.

Diamo testimonianza che la fede riguarda ogni aspetto della vita, compreso lo sport.
Ogni anno è un evento speciale.
C’è tanta frenesia alla partenza, si respira proprio il desiderio di camminare e di arrivare per primi a quell’incontro con la Madonna di San Luca, tanto cara a noi Bolognesi.

La camminata unisce tante persone di ogni età e anche tanti bambini.
L’atmosfera familiare rende l’arrivo nel cortile dell’Arcivescovado un momento di grande convivialità e di ristoro».

La Run for Mary nasce dal desiderio dell’Arcivescovo di coinvolgere il mondo sportivo e la cittadinanza durante la settimana in cui la Madonna di San Luca scende in città. Il titolo della corsa è un omaggio alla Madonna di San Luca e il sottotitolo di quest’anno, «La speranza corre» è un richiamo al Giubileo della Speranza in corso.

La manifestazione si inserisce nel calendario degli eventi giubilari e gode anche del patrocinio del Bologna FC 1909: è prevista una sorpresa per celebrare il 100° anniversario del primo scudetto, vinto nel 1925, ossia una bellissima maglietta verde, simbolo della prima vittoria del Bologna sul Genova, che verrà donata ai primi mille iscritti. «Partecipare alla Run for Mary è soprattutto sapere di essere attesi in Cattedrale dagli occhi dolci di Maria, Nostra Madre – conclude Salvatore -.

E un altro aspetto molto importante che la caratterizza è il progetto gemello di P’Arte la Run che si prefigge il restauro delle icone religiose della tradizione popolare della città.

Molti raccontano di quanto sia rassicurante camminare sotto ai portici bolognesi, accompagnati dalle immagini che raffigurano la Madonna, che, tra un portone ed una finestrella, dona il suo sguardo benevolo a tutti indistintamente.

E lungo il percorso, la Run for Mary conduce proprio alla scoperta di queste icone».

La quota di iscrizione è di 5 Euro con omaggio della maglietta. Per informazioni, sito sport.chiesadibologna.it (G.P.)

Con partenza alle 9 da piazza Santo Stefano, si svolgerà la 6ª edizione della camminata ludicomotoria di 5 km aperta a tutti

«P’Arte la Run» è un progetto che si propone di recuperare immagini votive care ai Bolognesi, che necessitino di un intervento di restauro perché notevolmente danneggiate e degradate.

«Il recupero di queste piccole opere non si ferma al mero restauro dell’immagine – racconta Andrea Babbi, dell’associazione Via Mater Dei – ma intende promuoverne il valore religioso, culturale e turistico, coinvolgendo tutta la comunità».


Dopo il restauro degli affreschi di via Petroni (2019), della Crocifissione in piazza Aldrovandi (2021), dell’icona in via Piella (2023), della Madonna della Verecondia in via Santo Stefano (2024), quest’anno il progetto è più articolato e riguarda tre Madonne con Bambino, dislocate a pochi metri l’una dall’altra, in via de’ Chiari, piccola strada che congiunge via Castiglione con via Cartoleria.

Come per le opere precedenti, il restauro è stato affidato allo studio Sos.Art di Carlotta Scardovi. «L’intervento conservativo ha consentito di fermare i gravi fenomeni di degrado presenti sulle immagini votive affrescate – spiega Scardovi -, come ad esempio la decoesione della pellicola pittorica e depositi superficiali e protettivi alterati e completamente anneriti nel tempo: con il consolidamento, la pulitura della superficie ed un rispettoso, accurato e puntuale intervento di ritocco pittorico, siamo stati in grado di restituire alle opere una corretta leggibilità e a garantirne la loro conservazione nel tempo».

Una delle Madonne è posizionata nel muro dell’Aula absidale di Santa Lucia, e per questo anche l’Università di Bologna ha voluto partecipare al progetto.
«La vicenda degli isolati, dei quali si recupera ora la tradizione sacra e popolare, è davvero suggestiva – dice Giovanni Molari, Rettore Alma Mater Studiorum Università di Bologna -.

L’apparenza odierna è di un quartiere universitario, ma, fino a pochi secoli fa, via de’ Chiari era un canale a cielo aperto, dove esisteva una chiesa all’angolo con via Monticelli, e le sedi attuali di due Dipartimenti universitari erano abitate da religiosi.

La dimensione sacra prevaleva, costellando di immagini devozionali i passaggi lungo i quali si muovevano i Bolognesi. Recuperarne la memoria significa scoprire una stratificazione remota che oggi parla anzitutto attraverso il riuso dei manufatti».

«Il 3 giugno alle 11.30 inaugureremo questi tre restauri alla presenza del nostro arcivescovo Matteo Zuppi – spiega don Massimo Vacchetti, ideatore del progetto – e Maria ritornerà a splendere anche in questa strada».

«La Vergine Maria si trova a tutti i crocevia per indicarci la strada: così dice Hans Urs von Balthasar, nel suo libro sul Rosario – racconta Gioia Lanzi del Centri studi per la Cultura Popolare – e proprio il Rosario in molti casi si recitava insieme davanti alle piccole, e grandi, immagini sacre che costellano le vie di Bologna: uno spazio, che da privato si tramutava così non in pubblico, ma in comunitario.

Queste immagini accompagnano con la loro bellezza i nostri passi; indicano la benedizione sul posto della Madonna di San Luca durante i suoi viaggi, la presenza di una piccola chiesa ormai perduta, la devozione di una famiglia. Affondano nella storia e danno un volto più umano alla città, suggerendo che ogni meta dei nostri passi è santificata dall’essere sempre sotto gli occhi di Maria».

Per chi volesse sostenere il progetto con una donazione: Associazione Via Mater Dei, Iban IT92F050340243300000000260 3, causale «Restauro Madonne via de’ Chiari».

(Articolo di Gianluigi Pagani)

Le tre immagini mariane verranno inaugurate il 3 giugno alla presenza di Zuppi

CamminatCamminata odierna della Walking Valley lungo la Via Mater Dei, con Seba guida d’eccezione, e con brunch finale.

È stato percorso l’Anello Serra Ripoli, con la visita al Santuario della Madonna della Serra a San Benedetto Val di Sambro. La sua origine lo rende tra i più antichi luoghi di culto dell’Appennino bolognese.

La sua storia cominciò infatti attorno all’anno 1000, quando la Vergine apparve a due pastorelli chiedendo loro di erigere una chiesa sul luogo dell’evento miracoloso.

All’interno dell’edificio troviamo due icone di grande valore simbolico e storico: una statua in terracotta policroma della Madonna con Bambino del 1603 e una tela che riproduce la Madonna del Rosario, da molti considerata l’immagine originaria, la stessa portata in processione nel 1855 per contrastare la tragica epidemia di colera diffusa su tutto il territorio bolognese.

Da allora la devozione verso la Madre fu sempre maggiore e il Santuario divenne il luogo di riferimento per tutta la Valle del Setta. I Pellegrinaggi si moltiplicarono e ciò indusse i fedeli ad ampliare il tempio fino alla forma attuale.

All’interno, oltre a un buon numero di opere d’arte sacra e ad arredi di grande pregio, è presente un prezioso organo di fine ‘800 dei Maestri Orsi di Bologna inserito in una splendida cantoria in legno opera di artigiani locali.

La Facciata e il bel campanile, disegnato dalla mano dell’architetto Rivani, risalgono alla fine della Seconda guerra mondiale. Il Santuario festeggia ogni anno la Pentecoste nell’ultima domenica di agosto.

La ricorrente apparizione della Vergine Maria ai pastorelli della montagna è simbolo di come il divino trovi nella pulizia degli sguardi dei fanciulli un canale privilegiato, precluso a molti “intelligenti e sapienti”.