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Articoli dall0inserto di avvenire di Bologna

Oltre mille partecipanti alla Run for Mary, camminata ludico-motoria di cinque chilometri, da piazza Santo Stefano al cortile dell’Arcivescovado, dove si è poi svolto un brunch conviviale alla presenza del cardinale Matteo Zuppi.

Il tutto organizzato dall’associazione Via Mater Dei, dalla Diocesi di Bologna, dal Comitato per le Manifestazioni Petroniane e dal Comune, in collaborazione con diverse associazioni sportive.

Oramai giunta alla sesta edizione, la camminata si svolge in occasione della visita in città della Madonna di San Luca, a cui è dedicata con il termine inglese «Mary».

«Tutti i camminatori erano in maglia verde – spiega don Massimo Vacchetti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dello sport – una sorta di lungo green carpet nella città.

Il verde richiama il Giubileo della speranza e l’anniversario dei 100 anni dal primo scudetto del Bologna, vinto appunto contro il Genoa, indossando la maglia verde».

Alla partenza della manifestazione era presente l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci che ha dato il via all’evento con una campanella.

«Nel corso della camminata le persone hanno potuto ammirare tutte le opere artistiche restaurate grazie al loro contributo –  conclude don Massimo – un modo per scoprire i tesori nascosti tra le vie più belle della città, grazie al progetto artistico P’Arte la Run».

CONCERTO PER DON BAVIERI. 

Domenica 15 giugno alle 17.30 nell’Abbazia di Zola (via Don A. Taddia, 20), concerto con dedica speciale a don Luciano Bavieri, sacerdote originario di questa comunità deceduto 4 anni fa.

(Dal quotidiano Nazionale “AVVENIRE” – inserto domenicale “Bologna Sette”)

(Foto di repertorio)

Domenica 15 alle 17.30 in Cattedrale l’arcivescovo Matteo Zuppi conferirà il ministero permanente dell’Accolitato a:
Maria Greca Calvi, della parrocchia di San Venanzio di Galliera;
Francesco Capri, della parrocchia di San Biagio di Cento;
Paola Chiesa, della parrocchia di Castenaso;
Isabella Damilano, della parrocchia di Funo;
Anna Rita Di Marco, della parrocchia di San Luca Evangelista;
Fabiola Diquattro, della parrocchia di Santa Maria del Suffragio;
Mirco Fabbri, della parrocchia di Gesso;
Maria Luisa Galli, della parrocchia di Santa Maria Annunziata di Fossolo;

Sauro Gavioli, della parrocchia di Pianoro Nuovo;

 

Daniele Matteucci, della parrocchia di Santa Maria in Strada;
Paolo Nipoti, della parrocchia di Santa Maria della Carità;
Rosella Pellicciaro, della parrocchia di Castenaso;
Mauro Pieragostini, della parrocchia della Beata Vergine Immacolata in Bologna;
Mirco Pondrelli, della parrocchia di Santa Lucia di Casalecchio di Reno;
Matteo Proni, della parrocchia di Anzola dell’Emilia;
Michele Punzetti, della parrocchia della Beata Vergine Immacolata in Bologna;
Massimo Rimondini, della parrocchia di Castenaso;
Martino Ruppi, della parrocchia di Nostra Signora della Pace;
Maria Sirpe, della parrocchia di San Giovanni Battista di Castenaso;
Mascia Tangerini, della parrocchia di Villanova;
Giampaolo Tomassone, della parrocchia di Trebbo di Reno;
Herbert Uchechukwu Nwakamma Okoro, della parrocchia di Vergato.

Verrà conferito il ministero dell’Accolitato anche ai seguenti candidati al Diaconato:
Giuseppe Nini, della parrocchia di San Francesco di Assisi in San Lazzaro di Savena;
Massimo Perrina, della parrocchia di San Giovanni Battista di Casalecchio di Reno;
Sergio Rimondi, della parrocchia di Sant’Antonio da Padova a La Dozza;
Loris Tedeschi,
 dell’Unità pastorale di Castel Maggiore.

Quelle tre Madonne ritrovate

Martedì scorso l’arcivescovo ha inaugurato le tre Madonne di via De’ Chiari, restaurate nell’ambito del progetto «P’Arte la Run»

(Dall’inserto di “Bologna Sette” del quotidiano nazionale “AVVENIRE”)

Oggi pomeriggio e domani 2 giugno, si svolgerà alla parrocchia di Rastignano il «Torneo dei Santi 2025», organizzato dalla società sportiva San Girolamo calcio.

Nel nuovo campo in erba sintetica, si affronteranno le squadre dei calciatori nati dal 2008 al 2017, oltre al vincente squadrone delle «Girls».

Durante tutta la giornata lo stand gastronomico cucinerà crescentine e carne alla griglia. 

Oggi alle 17.30 vi sarà l’inaugurazione ufficiale del nuovo manto erboso, con la benedizione di don Massimo Vacchetti direttore dell’Ufficio diocesano Pastorale dello sport.

«Lo sport e la preghiera sono le risposte concrete all’angoscia dei giovani – afferma il parroco don Giulio Gallerani -: lo sport, con le sue regole educative e con il suo stare insieme; la preghiera che è stare fra di noi e con Dio. 

Pregando impariamo l’atteggiamento che dobbiamo avere verso il prossimo, ossia amare Dio per amare gli altri. È lì che attingiamo la forza ed anche lo stile per ascoltare, guardare e dare la vita per Dio

(Dall’inserto di “Bologna Sette” del quotidiano nazionale “AVVENIRE”)


Martedì 3 giugno alle 11.30 in via de’ Chiari verranno inaugurati, alla presenza dell’arcivescovo Matteo Zuppi, tre restauri di Immagini mariane compiuti attraverso il progetto «P’Arte la Run», collegato alla «Run for Mary» e che si propone di recuperare immagini votive care ai Bolognesi, che necessitino di un intervento di restauro perché notevolmente danneggiate e degradate.

Dopo il restauro degli affreschi di via Petroni (2019), della Crocifissione in piazza Aldrovandi (2021), dell’icona in via Piella (2023), della Madonna della Verecondia in via Santo Stefano (2024), quest’anno il progetto riguarda tre Madonne con Bambino, a pochi metri l’una dall’altra, in via de’ Chiari, piccola strada che congiunge via Castiglione con via Cartoleria.

(Dall’inserto “Bologna Sette” del quotidiano nazionale “AVVENIRE”

 

Un saggio storico che mancava nella ricerca degli anni del dopoguerra bolognese e in particolare sulle vicende che videro l’uccisione di diversi sacerdoti.

Martedì scorso nella Sala della Azione Cattolica un incontro ha presentato il nuovo libro «L’ora di disarmare i cuori» scritto da don Angelo Baldassarri.

«Questo volume — spiega l’autore – nasce da una ricerca che ho fatto in questi ultimi cinque anni per riscoprire la vita degli otto preti che furono uccisi nell’immediato dopoguerra a Bologna.

Gli ultimi studi, a parte un volume sul parroco di Lorenzatico, risalgono al 1946 e al 1951.
Nel libro emerge come la violenza continuò a Bologna anche dopo la guerra quando ci si aspettava che la violenza dovesse essere finita.

I preti furono oggetto di violenza perché in parte proprio il loro ministero li rendeva invisi ad alcuni, in parte per il loro impegno nel custodire le opere, quindi anche di amministrazione di tanti beni che le parrocchie avevano, il loro impegno educativo, il fatto che volevano indirizzare in parte le scelte delle persone, il loro essere anche conoscitori di tutte le persone.

Agli occhi di molti furono visti come possibili nemici e per questo uccisi.
Il libro si intitola “L’ora di disarmare i cuori”, ed è una frase del cardinal Zuppi di cinque anni fa nel settanta-cinquesimo della fine della guerra e l’ho scelto perché penso che occorra un cuore e una mente disarmata per cercare di riaffrontare in maniera nuova quei fatti che portano dentro di sé tante ferite e dolori».

Anche il vicario generale monsignor Giovanni Silvani, autore della prefazione del libro, ha avuto modo di ricordare l’importanza del tema trattato: «Siamo qui a ricordare un periodo molto delicato della storia della nostra Diocesi.

Questo libro racconta la vita di sacerdoti che furono oggetto di violenza e perirono in modo tragico in quel periodo. Fatti bersaglio di forze oscure non sempre ben identificate, ma comunque pagando un tributo di sangue molto alto alla causa della pace, della ricostruzione, della ripresa di una vita normale dopo quello che aveva significato il ventennio del fascismo e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Papa Leone chi ha detto che la memoria non è solo rivolta al passato, ma custodisce il presente e prepara il futuro».
A completare il quadro storico di quel periodo, introdotti dall’archivista Simone Marchesani, gli
storici Giovanni Turbanti e Nicla Buonasorte.

«Il mio contributo – ha detto Giovanni Turbante – parte da un libro scritto con Simone Marchesani, su monsignor Giulio Salmi, che è stata una figura veramente importante nella storia della Chiesa di Bologna, a partire dal 1945 fino alla morte.

È stato lui che all’inizio era stato cappellano alle caserme rosse, nelle caserme dove si raccoglievano i rastrellati dei nazi-fascisti per essere portati ai campi di concentramento in Germania, dove Nasalli Rocca aveva proprio chiesto a lui di fare l’assistenza spirituale.

E poi lui è stato tra i fondatori dell’Onarmo qui a Bologna, che è stata una realtà importantissima nel dopoguerra». Sul cardinale Nasalli Rocca, allora arcivescovo di Bologna, è intervenuta invece Nicla Buonasorte presentando un altro volume di qualche anno fa nato «grazie all’apertura dell’archivio Diocesano, che ha messo a disposizione degli studiosi questa grande ricchezza documentaria e che quindi ha permesso di ricostruire la biografia di un personaggio molto importante che ha attraversato un momento fondamentale dell’Italia nel Novecento, perché il suo episcopato è proprio coestensivo con il fascismo.

Fu arcivescovo di Bologna dal 1922 fino al 1952: un momento di grandi crisi ma anche di grande ripensamento dell’apporto della Chiesa Cattolica alla realtà italiana».

(Nella foto: L’incontro di presentazione del libro: «Disarmare i cuori»)

La Madonna di San Luca in città

La discesa di Maria, come sempre, aiuti noi a salire verso l’umanità piena che il Signore ci dona e ci aiuti ad aprire il nostro cuore aiutando questa Madre ad avere cura di tutti i suoi figli».

(Articolo di DI LUCA TENTORI)

Un convegno per raccontare l’importanza di una firma: si è tenuto martedì scorso, sul tema «8xmille Bene comune.

Per migliaia di gesti di amore e di speranza» nella Sala conferenze «Marco Biagi» dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Bologna.
Il convegno è stato proposto dal Servizio diocesano per la Promozione al Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica «Sovvenire» in collaborazione con Ordine e Fondazione dei dottori
 commercialisti e degli esperti contabili di Bologna, Acli Bologna e Istituto diocesano per il Sostentamento del clero. L’arcivescovo Matteo Zuppi, in un’intervista a margine del convegno ha ribadito l’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa Cattolica: «C’è molto bisogno – ha spiegato -.

Nonostante si possa pensare che la Chiesa abbia già tanto, fa anche fronte a tante necessità.
Con questa scelta moltiplichiamo il bene, perché permette di trovare delle risposte immediate a tanti bisogni e a tante sofferenze.

Per questo è una firma che aiuta a far arrivare il bene nel mondo».
«La Chiesa è presente nelle regioni di maggiore sofferenza in Italia e all’estero – ha detto ancora il cardinale – e la firma per l’8xmille è un modo di far arrivare un aiuto proprio in questi territori più fragili».
Anche Pierpaolo Donati, membro della Pontificia Accademia delle Scienze sociali e docente di Sociologia all’Alma Mater ha insistito sul valore aggiunto dell’8xmille: «La sussidiarietà non è dare un sussidio, ma creare le condizioni affinché la Chiesa, la prima delle istituzioni della società civile,
 possa fare quello che deve, ossia adempiere pienamente alla propria missione».

Don Claudio Francesconi, Economo della Cei, ha evidenziato il rapporto tra l’8xmille e la speranza: «Le comunità cristiane che vivono nel tessuto del nostro Paese continuano ad essere sostenute nella speranza e concretamente in progetti che danno corpo e vita alla testimonianza cristiana.
La scelta della firma per l’8xmille è un modo per creare dei ponti di solidarietà e di condivisione con il territorio e la società civile, nell’ottica della
costruzione del bene comune».

L’evento è stato moderato da Giacomo Varone, responsabile del Servizio diocesano per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che ha spiegato la situazione attuale e le prospettive future.

«Siamo qui – ha detto – per ricordare il valore e l’importanza di questa firma che si può tradurre, e si traduce di fatto, in gesti di gratuità per i più fragili e i più deboli, all’interno della comunità ecclesiale, ma anche a favore della società civile.

Promuoviamo la firma per l’8xmille perché, pur nella consapevolezza che la percentuale delle firme è in calo, si vuole riaffermare il valore di questa scelta come bene comune, come qualcosa che arriva a beneficio della società, anche in una fase di supplenza rispetto a ciò che lo Stato, a volte, non riesce a fare».

«Un bene comune – ha concluso che va ricordato e promosso, soprattutto in questo periodo. Vogliamo ricordare quanto valore e ricchezza la Chiesa produce all’interno della società degli uomini, anche soltanto col semplice gesto di una firma a favore dell’8xmille».

Zuppi: «Con questa scelta permettiamo di trovare risposte immediate a tanti bisogni e sofferenze»