Si avvicina la consueta festa alla Madonna del Monte delle Formiche che ogni anno richiama moltissimi pellegrini.!
Anche quest'anno è stato preparato un programma pieni di eventi religiosi, per tutto l'ottavario, e momenti di importanti ricordi storici che potete vedere nel programma dettagliato allegato,
ed inoltre scaricare un interessante depliant storico che potete conservare e leggere.
Sperando di rivederVi in molti ad onorare la Sacra immagine della Madonna vi diamo appuntamento al monte..!
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XX Domenica del Tempo Ordinario
17 Agosto 2025

È possibile, Gesù, far coincidere il Vangelo con una vita tranquilla, immune da problemi, avulsa da rischi e da pericoli?
FESTA DI SANTA MARIA ASSUNTA, PATRONA DEL COMUNE
Così scrisse: “…l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Ecco che il 15 agosto, giorno che festeggia questa solennità, è diventato un giorno carico di Fede e di Speranza perché ci aiuta a dare senso alla nostra vita, a riscoprire il valore dei nostri gesti umani, a capire il motivo di prendersi cura del nostro corpo e a renderci conto di quanta efficacia abbiano le nostre scelte e le nostre azioni.
Quest’anno, 2025, tale solennità acquista un sapore tutto particolare perché è l’anno del Giubileo della SPERANZA.
Proprio così!
Maria Assunta in Cielo in corpo ed anima, è segno di consolazione e di speranza, perché indica la meta verso la quale siamo tutti incamminati.
Infatti nel credo proclamiamo la nostra fede nella risurrezione della carne.
Crediamo che anche il nostro corpo, come quello di Maria e di Gesù, risorgerà e sarà rivestito di tutto il Bene che attraverso questo nostro corpo saremo stati in grado di operare unitamente a Dio.
Ecco di cosa ci parla questa bellissima festa: della Vita Eterna!
E celebrare il 15 agosto, ci dà la possibilità di desiderare di costruire rapporti di Comunione.
Che bello quando la gente ci ricorda per il bene fatto!
Che bello “addormentarsi” sapendo di avere sparso, nell’arco della giornata, semi di Amore vero!
Ma il grande abbaglio che il 15 agosto porta con sé, sta nel fatto che il mondo propone semplicemente… ferragosto!
Una festa che, per il mondo, serve a distogliere lo sguardo dai valori sopra citati, per non fare pensare e per fare, di questo giorno e di questa notte, uno svago o uno sballo… senza che la gioia di questa stessa festa possa lasciare qualcosa di bello nella vita personale e nelle relazioni e che rimanga per sempre nel cuore e nel sorriso e non solo come momento flash.
E tu, PIANORO, hai l’onore e la gioia di aprire le porte della città a tutti coloro che vorranno condividere la festa patronale.
È bello vedere come il Comune si metta in moto per rendere viva la cittadinanza in questo giorno prezioso.
Un giorno che pur vedendo tanti pianoresi in ferie, allarga le mani in un abbraccio che diventa accoglienza.
È bello sapere che Pianoro è sotto lo sguardo e la protezione della santa più amata e che il Signore ci ha consegnato come Madre: la B. V. Maria!
Risplendi, Pianoro, di questa luce e lasciati cullare e guidare dalla dolcissima mano di questa bellissima Mamma…
Buona solennità a tutti.
Il Parroco di Pianoro
Don Daniela Busca
Nella foto la Chiesa di Santa Maria Assunta di Pianoro, con la pala di altare.
Momento storico a Monte delle Formiche !

“ITALIAN VICTORY 1944-45 – L’Emilia Romagna nelle riprese dimenticate dei cameramen alleati” a cura dell’associazione ‘Senio River 1944-1945’,
«Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate»
L'omelia pronunciata da papa Leone XIV alla messa di chiusura del Giubileo dei giovani

C’è una domanda importante nel nostro cuore, un bisogno di verità che non possiamo ignorare, che ci porta a chiederci: cos’è veramente la felicità?
Qual è il vero gusto della vita?
Domenica 27 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
Gen 18,20-32 Sal 137 Col 2,12-14 Lc 11,1-13
Il tema del Vangelo di oggi è la preghiera. I discepoli guardando Gesù che prega avvertono il desiderio di imparare a pregare da Lui. Loro sapevano pregare con le formule della tradizione ebraica, ma nella preghiera di Gesù vedono una “qualità” diversa.
Egli vive con Dio Padre un rapporto intimo, e tutta la sua vita è intrisa di preghiera, specialmente ogni sua azione importante è preceduta da lunghe soste nella preghiera, perciò i discepoli chiedono di poter vivere anche loro quest’unione con Dio.
Questo è molto bello: da una parte risveglia la nostalgia di Dio e il desiderio di “respirare il suo amore” mediante la preghiera, desiderio che spesso viene sacrificato alle cose da fare o a sterili passatempi.
Dall’altra ci fa riflettere sul nostro modo di pregare, non si tratta chiaramente di ostentare o teatralizzare, ma di chiederci: chi mi guarda è attratto alla preghiera?
Quando prego, lo faccio sul serio?
Ad esempio, durante la celebrazione eucaristica sono partecipe o distratto?
Penso e mi chiedo se il parroco farà una buona performance con la sua omelia, o celebro sul serio?
Alla domanda dei discepoli Gesù risponde insegnando la preghiera del Padre nostro.
Come disse Papa Francesco (Angelus 28 luglio 2019): «Gesù non dà una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed “ottenere” qualcosa.
Egli invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione col Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre.
Sta qui la novità della preghiera cristiana!
Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall’ascolto e aperto all’impegno solidale […] Ciò che chiediamo nel “Padre nostro” è già tutto realizzato in noi nel Figlio Unigenito: la santificazione del Nome, l’avvento del Regno, il dono del pane, del perdono e della liberazione dal male.
Mentre chiediamo, noi apriamo la mano per ricevere […] i doni che il Padre ci ha fatto vedere nel Figlio».
Sì, il Padre nostro è la sintesi di ogni preghiera e ogni preghiera dovrebbe essere ricapitolata nel Padre nostro.
A Dio chiediamo che il Suo nome sia santificato (cioè che Egli sia riconosciuto per ciò che è, il Santo, anche attraverso il nostro modo di vivere); che venga il suo regno (di amore, di giustizia e di pace, impegnandoci ad accoglierlo in noi e a costruirlo attorno a noi); che ci dia il pane quotidiano (cioè il necessario per vivere, dunque sia il “pane” materiale sia quello spirituale, ovvero il pane della Parola e dell’Eucaristia); che ci dia il suo perdono, impegnandoci a perdonare a nostra volta; e, infine, che non siamo abbandonati alla tentazione (ovvero invochiamo il suo aiuto per vincere la tentazione e saper scegliere il bene).
A tal proposito «La tentazione mette la libertà-responsabilità della persona di fronte a un bivio: il bene e il male.
Ad esempio, aiutare il prossimo o lasciarlo perdere?
Per scegliere il bene, è necessario l’aiuto di Dio che, d’altra parte, non lo impone a nessuno.
Da qui la consapevolezza d’averne bisogno e di chiederlo fiduciosi nella preghiera…
È consolante pensare e credere che Dio è sempre presente alla (o nella) tentazione, così da vincerla, anzi, trasformarla in conferma nella scelta del bene».
Poi Gesù racconta la parabola dell’amico importuno e dice: “bisogna insistere nella preghiera”: «Dio desidera essere cercato, perché Dio è dono.
È dono assoluto perché è amore e l’amore vuol donare tutto e donare se stesso.
Uno ne riceve nella misura in cui lo desidera […]
Desidera questo corpo a corpo con noi perché noi chiediamo tante cose a Lui; alla fine Lui vuole solo una cosa: che entriamo in contatto con Lui».
Perciò Gesù ci esorta a chiedere, a cercarlo, certi che Lui ci dà solo ciò che è il nostro vero bene.
A volte quello che chiediamo è buono ma ci vuol tempo; altre volte proprio quest’attesa purifica il nostro desiderio e ci troviamo a chiedere qualcosa di più profondo.
Ad esempio, ricordo una persona che all’inizio chiedeva al Signore che cambiassero alcune cose attorno a lei, dopo tempo si trovò a chiedere che Dio cambiasse lei e che quelle cose non la cambiassero in peggio!
Altre volte, nonostante ciò che chiediamo ci sembri buono, Dio ha in mente un bene più grande; perciò sembra che la porta rimanga chiusa ma se perseveriamo un giorno si aprirà e scopriremo che Dio non ci ha dato quel che chiedevamo ma ci ha dato molto di più.
In fondo, Egli ci dona sempre di più, perché ci dona se stesso!
Con questi sentimenti di fiducia, chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a gustare il Padre Nostro, pregandolo uniti a Gesù per vivere secondo il Vangelo sotto la guida dello Spirito Santo.
La lettera di invito dell’arcivescovo alla MADONNA DI SAN LUCA

C arissimi, nella secolare tradizione della Chiesa bolognese, i fedeli hanno guardato all’immagine della Beata Vergine di San Luca come Madre della Speranza, in tutte le situazioni di difficoltà, come le pestilenze o le calamità naturali, o più semplicemente per arricchire la vita nello Spirito della comunità cristiana. Tutte queste circostanze le ritroviamo anche oggi, e siamo spinti a stringerci a Maria e, con lei, ad andare … Continue reading La lettera di invito dell’arcivescovo alla MADONNA DI SAN LUCA
HABEMUS PAPAM

Il Papa è Robert Francis Prevost, sarà Leone XIV
Il 267° Pontefice è stato eletto
Beata Elena Guerra l’apostola dello Spirito Santo

«Se il clero coltivasse nelle anime la devozione allo Spirito
Santo, se il mondo si ravvivasse in questa devozione, un’ondata
di grazia potrebbe rinnovare i prodigi del Cenacolo di
Gerusalemme, nell’efficacia dell’apostolato tra gl’infedeli, gli
eretici, gli erranti!»