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CASA KAROL (CA’ DI PIPPO MONTE DELLE FORMICHE)… LA SOLITA MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DI VITA
(LINK A TUTTE LE IMMAGINI DEL CAMPO)


“I ragazzi stanno mettendo in pratica quello che hanno appreso in quattro anni di catechismo – racconta don Giulio – cioè come vivere come Dio vuole; come vivere la Chiesa come divertimento, seguendo le regole della gioia che ci dona Dio.

Stanno un po’ mettendo in pratica queste parole, vivendo la Chiesa e imparando a stare insieme; camminando insieme per gioire e per pregare, guardando il Signore.

Impariamo a guardare verso di lui”.

 

 

 

Nostante il tempo non sia stato molto favorevole si è celebrato nella Antica chiesa di San Bartolomeo di Musiano la festa in suo onore, essendo oggi la Sua festa.
Dopo la Santa Messa alle 18,00 celebrata da padre Joans a tutti i partecipanti è stato offerto un simpatico buffet a cui hanno fatto tutti onore, accompagnato dallo scampanio della campane.

Qui sotto alcune immagini dell'evento.


VIA MATER DEI GIOVANI 2025
(Tutte le immagini della “Mater Dei” a questo link dell’album online)

Questa mattina un gruppo di giovani della Parrocchia di Rastignano e della Zona Pastorale 50 sono partiti per affrontare la Via Mater Dei, insieme a don Giulio.
La Via Mater Dei è un percorso di circa 157 km che si sviluppa in sette tappe, su crinali di media montagna, che permette la visita ai santuari mariani e che collega la città di Bologna a nove comuni dell’Appennino Bolognese: Pianoro, Monterenzio, Loiano, Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Camugnano, Grizzana Morandi, Vergato e al Comune di Firenzuola, in territorio toscano.

Oggi domenica 17 agosto, alle ore 18,30, celebrazione della Santa Messa con i giovani pellegrini della Via Mater Dei, che hanno effettuato la prima tappa da Rastignano a San Luca, e ritorno dai colli bolognesi.
Stringiamo intorno ai nostri ragazzi.

VIA MATER DEI – PRIMA TAPPA BOLOGNA SAN LUCA RASTIGNANO
“Portiamo nel cuore i nostri ragazzi ed i nostri giovani che affrontano nei prossimi giorni la Via Mater Dei, e pregate per loro” ha detto don Giulio al termine della Santa Messa odiernq, mentre ha fatto il timbro della prima tappa, sulle credenziali della Via Mater Dei.

FUOCO, ACQUA, SANGUE E DIVISIONE…

“Oggi parlo a Voi camminatori della Via Mater Dei – ha detto don Giulio durante l’omelia odierna, parlando ai giovani pellegrini di ritorno dalla prima tappa del pellegrinaggio dal 17 al 24 agosto – siete partiti dal cuore di Bologna, dal Santuario di San Luca, lungo i nostri colli fino a Rastignano. E qui in questa frazione, anche di notte, c’è sempre vita con l’Adorazione Eucaristica Permanente, anche notturna.

Oggi vi regalo questo libretto sulla vita nascente. Oggi il Vangelo infatti parla di fuoco, acqua, sangue e divisione, ossia la vita nascente… Il fuoco è il lampo del concepimento con l’unione dei primi due gameti, l’inizio della vita. Poi il bambino si immerge nell’acqua della pancia della mamma. Poi c’è un taglio ed una divisione dolorosa, con la nascita nel sangue ed il taglio del cordone ombelicale.

È la stessa vita di Gesù con il fuoco dello Spirito Santo che entra in Maria, con l’acqua ed il sangue della croce, ed il taglio della vita con la lancia, per la nostra salvezza.

Dio vuole quindi regalarci il fuoco, la passione, l’immersione in lui… e poi giovani partite per la vostra camminata, verso la gioia e verso la salvezza, insieme a Maria, affinché ci sia sempre una scintilla in voi, immersi in Dio, nei suoi sacramenti e nella sua parola”.

VIA MATER DEI – SECONDA TAPPA

Ieri i nostri giovani eroi sono partiti da Rastignano, hanno scalato Montecalvo fino all’Altare Materpacis dove hanno celebrato con don Giulio la Santa Messa per la pace ed in ricordo dei caduti di tutte le guerre.

Poi hanno seguito il crinale sino a Pianoro, e giù a Zena e su a Monte delle Formiche dove hanno soggiornato nel centro di accoglienza Casa Karol di Cà di Pippo.

Questa mattina celebrazione della Santa Messa a Monte delle Formiche, intorno alle ore 9/9,30 e poi via verso la terza tappa.

VIA MATER DEI – TERZA TAPPA

Tappa caratterizzata da una grandissima ricchezza di punti di interesse e di bellissimi panorami.

Dal Santuario del Monte delle Formiche, dopo aver ammirato il Castello di Zena, la Torre dell’Erede ed il borgo della Tazzola (che ospita il Museo dei Botroidi), vi è una discesa che conduce alla bellissima Area Archeologica Naturalistica di Monte Bibele, per poi arrivare a Quinzano e da lì intraprendere l’ultima salita verso Loiano e Monghidoro.

Siamo infine giunti al Santuario della Madonna dei Boschi, con grigliata finale insieme ai Frati Francescani dell’Immacolata.

Dalla nostra cronista, Giulia

VIA MATER DEI – QUARTA TAPPA

Ieri quarta tappa della Via Mater Dei; siamo partiti dal Santuario di Madonna dei Boschi, per arrivare a Monghidoro. Da qui abbiamo cominciato la discesa verso la Valle del Savena, passando per Piamaggio, sede del Santuario della Madonna di Pompei e di due piccoli ma interessantissimi musei, fino al lago di Castel dell’Alpi, dove abbiamo fatto anche il bagno….

Un’ultima breve risalita ci ha condotto a Madonna dei Fornelli, con mangiata finale di polenta ed incontro con Alessandro Santoni sindaco di San Benedetto Val di Sambro e don Massimo Vacchetti responsabile pellegrinaggi e camminate della Diocesi di Bologna, entrambi ideatori della Via Mater Dei. Grazie di cuore per i Vostri interventi.

Oggi la nostra meta è il Santuario della Madonna di Bocca Di Rio Baragazza.

Giulia

INCONTRO CON IL SINDACO SANTONI

“Quale la bellezza della Via Mater Dei? Si percorrono zone incontaminate e paesaggi stupendi, in mezzo a frazioni ed a paesi vivi – ha detto il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, che ieri ha incontrato a Madonna dei Fornelli i giovani che stanno percorrendo la Via Mater Dei – questo trekking è nato dalla volontà di fare un percorso da camminare, che coinvolgesse più comuni, un’offerta turistica che partisse da Bologna, coinvolgendo i dieci santuari più importanti della Diocesi.

Abbiamo migliorato il percorso di anno in anno sia in seguito ai consigli di voi camminatori influencer, sia a causa delle frane e delle recenti alluvioni. Problema principale è la comunicazione del percorso, della via e dell’itinerario. Diffondete la bellezza di questo cammino, negli aspetti naturalistici, meditativi e religiosi”.

“Chi fa la Via Mater Dei, ritorna a casa cambiato – ha detto la guida Francesco Piana – ti lascia un ricordo nell’animo ed una crescita personale. Smuove qualcosa nel cuore”.

Nella foto il sindaco Santoni insieme a Don Massimo Vacchetti, ideatori della Via Mater Dei

 

LA VITA È COME UN CAMMINO

“Pensare alle cose belle della giornata è il setaccio giornaliero della nostra vita – ha detto Don Giulio durante l’incontro serale con i giovani della Via Mater Dei, per riflettere insieme sulla giornata – una cosa bella è…

quando qualcuno si sente amato, compreso, ascoltato, riconosciuto –

quando scopro che la presenza di Dio dà consistenza alla mia vita, dà senso alla mia vita, il segno di Dio che mi accompagna e provvede a me –

quando abbiamo il senso dello stupore, ci accorgiamo di una cosa che c’è sempre stata ma in quel momento lo stupore desta meraviglia e pace”.

 

VIA MATER DEI – SESTA TAPPA

Da Baragazza a Ripoli.

La sesta tappa inizia a Baragazza, costeggiando Poggio Castello e scendendo fino al torrente Setta. Da qui si sale fino a Castiglione dei Pepoli, da cui un crinale panoramico conduce al Monte Catarelto, teatro di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale.

Si prosegue poi per i borghi di Lagaro e Ripoli, concludendo davanti al suggestivo Santuario di Santa Maria della Serra.

Lunghezza: 25,2 km – Dislivello: +988−1124 – Tempo: 9 ore

 

VIA MATER DEI
La parola finale di don Giulio

“E’ un’esperienza faticosa, ma stupenda perche’ ricchissima di incontri, di santuari, di persone, di storie, di guerra e di pace.

Un’esperienza che ci ha fatto conoscere noi stessi, ossia persone che non si conoscevano, vite diverse dai 16 ai 38 anni, di provenienze diverse, dalla Toscana alla Romagna, fino al Reggiano.

Ci ha aperto il cuore, soprattutto con il ‘gioco delle coppie’, ossia camminare in coppia e condividere insieme domande importanti della vita.

Una esperienza che ci ha veramente sorpreso. E poi sempre l’arrivo alla tappa finale con il Rosario urlato, camminando in salita, raggiungendo i santuari come in una battaglia, con il nostro grido di battaglia per conquistare la meta.

Poi le Sante Messe che sono state il cuore di queste giornate.

La Via Mater Dei è un cammino fisico, sportivo, impegnativo storico e culturale. Soprattutto è un cammino spirituale ricchissimo.

Un grazie di cuore a tutti, ai nostri cuochi Lorenzo e Francesco, alle nostre guide Francesco, Alessandro, Marco e Flavio, e a tutti i ragazzi presenti che, mettendosi in gioco, hanno girato in questi sette giorni come nella Creazione.

Oggi, settimo giorno, sabato, concludiamo con il Santuario dello Spirito Santo a Ripoli nel martirio, e di Montovolo nella consolazione.

Che lo Spirito Santo ci faccia risorgere e ci dia il coraggio di fare la vita per un mondo nuovo”.

Don Giulio

 

VIA MATER DEI – SETTIMANA TAPPA ed ultima tappa

Da Ripoli a Riola di Vergato. La settima e ultima tappa segue il torrente Brasimone e i suoi antichi mulini, per poi salire al suggestivo Santuario di Montovolo, dove si trovano anche l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria e il sentiero memoriale dedicato alla tragedia della scuola Salvemini di Bologna, contro cui si schiantò un aereo militare nel 1990.
Qui i nostri eroi, dopo la celebrazione della Santa Messa, hanno partecipato ad una grande grigliata con amici e parenti.

Dalla vetta si può scendere verso Riola di Vergato, attraversando gli affascinanti borghi medievali di Sterpi e La Scola, e passando accanto alla fiabesca e intrigante Rocchetta Mattei.
L’arrivo, davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta progettata da Alvar Aalto, è la perfetta conclusione di un cammino che intreccia storia, natura e spiritualità.

La Via Mater Dei non è solo un cammino nella natura: è un vero viaggio tra paesaggi mozzafiato, antichi borghi e luoghi carichi di storia e spiritualità .
Un percorso fisico, ma anche interiore, che invita a rallentare, respirare e ritrovare il senso del camminare.

Sul sito ufficiale trovi le tappe, le tracce GPX e tutte le informazioni utili per organizzare al meglio il tuo cammino.

UNA CHIESA SEMPRE APERTA E PRONTA AD ACCOGLIERCI

“Al termine della giornata durante la Via Mater Dei – ha detto Don Giulio durante la Santa Messa – facevamo una riflessione con i ragazzi dal titolo ‘la cosa bella’, ossia ognuno doveva dire qual era stata la cosa bella della giornata, grazie anche allo Spirito Santo.

Poi, durante la camminata, facevamo il ‘gioco a coppie’, ossia due persone, a caso, camminavano e parlavano assieme, riflettendo sulle domande poste durante la Messa mattutina. Questo permetteva un confronto fra persone, anche di diversa età, sui temi principali della vita.

Abbiamo parlato anche della ferita del nostro cuore, del dolore della.nostrabesistenza e della correzione del nostro operato, che ci ha reso più forte. Certo la correzione di Dio non è simpatica ,ma chiediamo di essere capaci di accettarla con amore, per renderci più forti anche nel dolore.

Chiedo voi tutti una preghiera speciale per i ragazzi che parteciperanno al Campo Cresimandi e al Campo Medie e un ringraziamento a don Marco e don Gianluigi, e a tutti gli Adoratori che hanno animato la parrocchia in questo periodo.

Abbiamo girato tante chiese….ci siamo resi conto quanto siamo fortunati ad avere una chiesa sempre aperta, pronta ad accoglierci”.

 

Si avvicina la consueta festa alla Madonna del Monte delle Formiche che ogni anno richiama moltissimi pellegrini.!
Anche quest'anno è stato preparato un programma pieni di eventi religiosi, per tutto l'ottavario, e momenti di importanti ricordi storici che potete vedere nel programma dettagliato allegato,
ed inoltre scaricare un interessante depliant storico che potete conservare e leggere.

Sperando di rivederVi in molti ad onorare la Sacra immagine della Madonna vi diamo appuntamento al monte..!

Cliccare l'immagine per scaricare o visionare il pdf

Carissimi Parrocchiani,
si sta svolgendo il Campo Servizio dei giovani a Tolè, meravigliosa esperienza di condivisione, di servizio e di preghiera, con diversi ragazzi non solo della Parrocchia di Rastignano.
Con noi ci sono anche le nostre meravigliose suore di Madre Umilissima.
Stiamo conoscendo persone fantastiche di famiglie disabili della comunità del villaggio.
Penso che sia un'esperienza molto importante per i nostri giovani.
Un abbraccio a tutti

Il parroco don Giulio


CAMPO SERVIZIO A TOLE'

Siamo venuti su lunedì, qui al Villaggio, e torniamo a casa domani che è sabato. Oggi c'è la Festa dell'Assunta.

I ragazzi hanno fatto questa particolare esperienza di vita comune. Don Giulio lo chiama campo di servizio ma, in realtà, questi ragazzi formidabili imparano tanto. Loro hanno davvero cercato di penetrare questa vita e questa comunità, affiancandosi secondo le loro
sensibilità alle problematiche delle persone in difficoltà; a chi aveva bisogno semplicemente di un po' di compagnia; a chi aveva bisogno invece di essere imboccato perché non riusciva a mangiare autonomamente.

Hanno affiancato le diverse necessità che hanno colto. Una provocazione davvero molto sorprendente.

Poi, con Don Giulio si facevano dei momenti di verifica comune e di riflessione con le testimonianze di persone con vite “straordinarie”.

La vita qui è scandita dalla Liturgia delle Ore, e quindi si frequentano tutti i momenti di preghiera e di Adorazione con anche processioni.

Questo è anche luogo giubilare per cui abbiamo fatto il rito di
Giubileo con una piccola
processione nel villaggio e dei momenti di riflessione.

Maria Angela


16 Agosto - CAMPO SERVIZIO A TOLÈ

Giornata finale del Campo Servizio a Tolè.
Oggi i ragazzi tornano a casa.

È stata una settimana molto bella di grazia, di preghiera e di servizio.

Torneremo al Villaggio Pastor Angelicus di Tolè, forse anche per Capodanno.

Don Giulio

 

 

SEGNO E SORGENTE DELLA SPERANZA DELLA VITA ETERNA E DELLA FUTURA RISURREZIONE

Per noi l’odierna solennità è quasi una continuazione della Pasqua: della risurrezione e della ascensione del Signore.

Ed è, contemporaneamente, il segno e la sorgente della speranza della vita eterna e della futura risurrezione.

Di questo segno leggiamo nell’Apocalisse di Giovanni: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1).

E benché la nostra vita sulla terra si svolga, costantemente, nella tensione di quella lotta tra il drago e la donna, di cui parla lo stesso libro della Santa Scrittura; benché noi siamo quotidianamente sottoposti alla lotta tra il bene e il male, alla quale l’uomo partecipa sin dal peccato originale […] tuttavia quel segno della speranza permane e si rinnova costantemente nella fede della Chiesa.

(San Giovanni Paolo II 
Omelia Castel Gandolfo, 15 agosto 1980)

ALCUNI FILMATI DELLA SOLENNE FESTA DELLA PATRONA DELLA PARROCCHIA DI PIANORO

FESTA DI SANTA MARIA ASSUNTA, PATRONA DEL COMUNE
Il 1° novembre 1950, Pio XII proclama il dogma dell’assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria in corpo ed anima.
Così scrisse: “…l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Ecco che il 15 agosto, giorno che festeggia questa solennità, è diventato un giorno carico di Fede e di Speranza perché ci aiuta a dare senso alla nostra vita, a riscoprire il valore dei nostri gesti umani, a capire il motivo di prendersi cura del nostro corpo e a renderci conto di quanta efficacia abbiano le nostre scelte e le nostre azioni.
Quest’anno, 2025, tale solennità acquista un sapore tutto particolare perché è l’anno del Giubileo della SPERANZA.
Proprio così!
Maria Assunta in Cielo in corpo ed anima, è segno di consolazione e di speranza, perché indica la meta verso la quale siamo tutti incamminati.
Infatti nel credo proclamiamo la nostra fede nella risurrezione della carne.
Crediamo che anche il nostro corpo, come quello di Maria e di Gesù, risorgerà e sarà rivestito di tutto il Bene che attraverso questo nostro corpo saremo stati in grado di operare unitamente a Dio.
Ecco di cosa ci parla questa bellissima festa: della Vita Eterna!
E celebrare il 15 agosto, ci dà la possibilità di desiderare di costruire rapporti di Comunione.
Che bello quando la gente ci ricorda per il bene fatto!
Che bello “addormentarsi” sapendo di avere sparso, nell’arco della giornata, semi di Amore vero!
Ma il grande abbaglio che il 15 agosto porta con sé, sta nel fatto che il mondo propone semplicemente… ferragosto!
Una festa che, per il mondo, serve a distogliere lo sguardo dai valori sopra citati, per non fare pensare e per fare, di questo giorno e di questa notte, uno svago o uno sballo… senza che la gioia di questa stessa festa possa lasciare qualcosa di bello nella vita personale e nelle relazioni e che rimanga per sempre nel cuore e nel sorriso e non solo come momento flash.
E tu, PIANORO, hai l’onore e la gioia di aprire le porte della città a tutti coloro che vorranno condividere la festa patronale.
È bello vedere come il Comune si metta in moto per rendere viva la cittadinanza in questo giorno prezioso.
Un giorno che pur vedendo tanti pianoresi in ferie, allarga le mani in un abbraccio che diventa accoglienza.
È bello sapere che Pianoro è sotto lo sguardo e la protezione della santa più amata e che il Signore ci ha consegnato come Madre: la B. V. Maria!
Risplendi, Pianoro, di questa luce e lasciati cullare e guidare dalla dolcissima mano di questa bellissima Mamma…
Buona solennità a tutti.
Il Parroco di Pianoro
Don Daniela Busca
Nella foto la Chiesa di Santa Maria Assunta di Pianoro, con la pala di altare.

CON IL SALUTO DI DON DANIELE,
VIDEO ED IMMAGINI DELLA TRADIZIONALE FESTA DI SAN LORENZO, IL SANTO DEI POVERI.

Un grande ringraziamento a don Daniele Busca, suor Mary e Stefano Mazzanti (che ha realizzato il servizio), nonché ai parrocchiani ed ai campanari che da sempre curano un evento fondamentale
per la storia della comunità pianorese.


Domenica 27 Luglio (DOMENICA – Verde)
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
Gen 18,20-32   Sal 137   Col 2,12-14   Lc 11,1-13


Il
tema del Vangelo di oggi è la preghiera. I discepoli guardando Gesù che prega avvertono il desiderio di imparare a pregare da Lui. Loro sapevano pregare con le formule della tradizione ebraica, ma nella preghiera di Gesù vedono una “qualità” diversa.

Egli vive con Dio Padre un rapporto intimo, e tutta la sua vita è intrisa di preghiera, specialmente ogni sua azione importante è preceduta da lunghe soste nella preghiera, perciò i discepoli chiedono di poter vivere anche loro quest’unione con Dio.

Questo è molto bello: da una parte risveglia la nostalgia di Dio e il desiderio di “respirare il suo amore” mediante la preghiera, desiderio che spesso viene sacrificato alle cose da fare o a sterili passatempi.
Dall’altra ci fa riflettere sul nostro modo di pregare, non si tratta chiaramente di ostentare o teatralizzare, ma di chiederci: chi mi guarda è attratto alla preghiera?

Quando prego, lo faccio sul serio?
Ad esempio, durante la celebrazione eucaristica sono partecipe o distratto?
Penso e mi chiedo se il parroco farà una buona performance con la sua omelia, o celebro sul serio?

Alla domanda dei discepoli Gesù risponde insegnando la preghiera del Padre nostro.
Come disse Papa Francesco (Angelus 28 luglio 2019): «Gesù non dà una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed “ottenere” qualcosa.

Egli invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione col Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre.
Sta qui la novità della preghiera cristiana!

Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall’ascolto e aperto all’impegno solidale […] Ciò che chiediamo nel “Padre nostro” è già tutto realizzato in noi nel Figlio Unigenito: la santificazione del Nome, l’avvento del Regno, il dono del pane, del perdono e della liberazione dal male.

Mentre chiediamo, noi apriamo la mano per ricevere […] i doni che il Padre ci ha fatto vedere nel Figlio». 

Sì, il Padre nostro è la sintesi di ogni preghiera e ogni preghiera dovrebbe essere ricapitolata nel Padre nostro.
A Dio chiediamo che il Suo nome sia santificato (cioè che Egli sia riconosciuto per ciò che è, il Santo, anche attraverso il nostro modo di vivere); che venga il suo regno (di amore, di giustizia e di pace, impegnandoci ad accoglierlo in noi e a costruirlo attorno a noi); che ci dia il pane quotidiano (cioè il necessario per vivere, dunque sia il “pane” materiale sia quello spirituale, ovvero il pane della Parola e dell’Eucaristia); che ci dia il suo perdono, impegnandoci a perdonare a nostra volta; e, infine, che non siamo abbandonati alla tentazione (ovvero invochiamo il suo aiuto per vincere la tentazione e saper scegliere il bene).

A tal proposito «La tentazione mette la libertà-responsabilità della persona di fronte a un bivio: il bene e il male.
Ad esempio, aiutare il prossimo o lasciarlo perdere?
Per scegliere il bene, è necessario l’aiuto di Dio che, d’altra parte, non lo impone a nessuno.

Da qui la consapevolezza d’averne bisogno e di chiederlo fiduciosi nella preghiera…
È consolante pensare e credere che Dio è sempre presente alla (o nella) tentazione, così da vincerla, anzi, trasformarla in conferma nella scelta del bene».

Poi Gesù racconta la parabola dell’amico importuno e dice: “bisogna insistere nella preghiera”: «Dio desidera essere cercato, perché Dio è dono.

È dono assoluto perché è amore e l’amore vuol donare tutto e donare se stesso.
Uno ne riceve nella misura in cui lo desidera […]
Desidera questo corpo a corpo con noi perché noi chiediamo tante cose a Lui; alla fine Lui vuole solo una cosa: che entriamo in contatto con Lui».

Perciò Gesù ci esorta a chiedere, a cercarlo, certi che Lui ci dà solo ciò che è il nostro vero bene.
A volte quello che chiediamo è buono ma ci vuol tempo; altre volte proprio quest’attesa purifica il nostro desiderio e ci troviamo a chiedere qualcosa di più profondo.

Ad esempio, ricordo una persona che all’inizio chiedeva al Signore che cambiassero alcune cose attorno a lei, dopo tempo si trovò a chiedere che Dio cambiasse lei e che quelle cose non la cambiassero in peggio!

Altre volte, nonostante ciò che chiediamo ci sembri buono, Dio ha in mente un bene più grande; perciò sembra che la porta rimanga chiusa ma se perseveriamo un giorno si aprirà e scopriremo che Dio non ci ha dato quel che chiedevamo ma ci ha dato molto di più.

In fondo, Egli ci dona sempre di più, perché ci dona se stesso!
Con questi sentimenti di fiducia, chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a gustare il Padre Nostro, pregandolo uniti a Gesù per vivere secondo il Vangelo sotto la guida dello Spirito Santo.