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(Un articolo desunto dal quotidiano AVVENIRE, nell’inserto domenicale “Bologna Sette”)

Il 20 febbraio 2026 la Comunità «La Sorgente» di Badolo (Sasso Marconi) accoglierà l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, per una visita breve, ma significativa e soprattutto tanto attesa.

«La Sorgente» si trova sulle colline tra Sasso Marconi e Monzuno, all’interno del Parco del Pliocenico, in una zona panoramica.
È una casa colonica circondata da circa dodici ettari di terreno, non lontana da Brento, dove padre Marella fondò una delle sue prime comunità.

L’immobile, uno dei pochissimi acquistati dall’Opera Marella, risale al 1978, in seguito alle prime morti per overdose di eroina a Bologna.
Non era ancora chiara la portata del fenomeno, ma l’Opera Marella si attivò immediatamente per offrire una risposta concreta ai giovani che perdevano la vita.

La rapidità con cui nacque il progetto riflette lo stile di padre Marella, sempre pronto ad aprire la porta a chi chiedeva aiuto, anche a costo di sacrifici personali.

Questo spirito continua ancora oggi: di fronte alle emergenze sociali e all’arrivo di famiglie provenienti da zone di guerra, l’Opera Marella sceglie di accogliere, anche quando le risorse sono limitate.

«La Sorgente» è diventata così la prima comunità di accoglienza per le dipendenze nella provincia di Bologna e, nel tempo, ha saputo adattarsi ai bisogni delle persone e del territorio.

L’idea iniziale, semplice e concreta, non è bastata a fermare una piaga che negli anni ottanta ha assunto dimensioni drammatiche, ma ha posto le basi di un impegno che continua ancora oggi.
La comunità ha sempre mantenuto una gestione di tipo familiare, come desiderava Marella: «una famiglia in ogni comunità ».

Oggi è una struttura accreditata dalla Regione Emilia-Romagna, gestita da educatori qualificati, e accoglie circa 18 uomini adulti, inviati dal Servizio per le dipendenze patologiche (Serdp) o provenienti dal carcere.

Il percorso è personalizzato e condiviso tra ospite, educatori e servizi invianti, e si basa sulla vita comunitaria, il lavoro, il supporto terapeutico, i colloqui e le attività ludico- ricreative, fondamentali per riscoprire il piacere di una vita libera dalle sostanze.

La fede non è un obiettivo imposto, ma i valori cristiani e il Vangelo restano una guida, anche grazie alla collaborazione con la parrocchia e con alcune realtà religiose del territorio.
Ci auguriamo che la visita dell’Arcivescovo possa rafforzare negli educatori il desiderio di continuare questo cammino e far sentire agli ospiti che la Chiesa e la società non li dimenticano, ma li accompagnano verso una vita nuova.

Moreno Astorri

Comunità «La Sorgente»

Articolo del Diacono Moreno Astorri, su “la Sorgente” uscito stamattina su avvenire Bologna 7
La Comunità è legata all’Opera Padre Marella ed è in relazione con Brento (Parrocchia della nostra ZP50)

La scuola materna cattolica di San Giacomo di Pianoro Vecchio ha festeggiato oggi il carnevale, con una bellissima storia sulla vita della maschera di Arlecchino.

“Secondo la leggenda antica – ha raccontato la maestra di religione – la figura di Arlecchino e del suo vestito colorato racchiude una morale cristiana e sociale basata sulla solidarietà, sulla condivisione e sulla trasformazione della povertà in ricchezza attraverso l’amore fraterno.

Per fare il suo vestito tanti hanno portato il loro piccolo contributo, simbolo dell’amore che dobbiamo condividere con gli altri nostri fratelli”

Dalla Santa Messa di ieri, citeremo sempre i tre patroni della nostra comunità: sono nel presbiterio, nelle tre direttrici della nostra chiesa.

In alto c’è San Girolamo, a destra dell’altare c’è San Paolo ed a sinistra San Pietro.

Riprenderemo la vecchia intitolazione della nostra parrocchia.
Fino al 1850 era Santi Pietro e Paolo.

Recuperiamo San Paolo proprio nell’Anno della Parola.
Per la nostra Diocesi il prossimo anno sarà quello del Pane e poi quello dei Poveri.

Riprendiamo come nome anche SAN PAOLO che ha in mano la spada ossia la Parola di Dio.

Quindi come comunità affidiamo a San Paolo il desiderio di vivere sempre piu la parola ed essere missionari.

Poi è arrivata questa stupenda croce d’altare che è un dono di don Carlo Mondin di cui abbiamo ricordato ieri il quarto anniversario della morte.

Lui diceva che i fedeli sono agnellini nell’Agnello, ossia possiamo partecipare all’opera redentiva di Cristo che ha salvato il mondo.

Il Signore vuole che condividiamo con Lui, offrendoci come Lui, amando come Lui ha amato. Sulla Sua croce mettiamo anche la nostra croce, quello che facciamo a Messa.

Don Giulio

“Prima i bambini” è il tema scelto per la 48° Giornata nazionale per la Vita promossa dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI. La giornata si festeggia domenica 1° febbraio in tutta Italia

«Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio» (Mt 18,10)

L’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini.

Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, “riflette il primato dell’amore di Dio, che prende sempre l’iniziativa, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” .

A questa visione evangelica dell’infanzia, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici.

Anche perché, non di rado, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta.

Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi.

A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli.
Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. 

Aperte le iscrizioni per poter parteciape al campo vacanzeTutte le info nella pagina della parrocchia, cliccando l’immagine del volantino

ISCRIZIONI APERTE

Anno Scolastico 2026/2027

La nostra Scuola accoglie i bambini in un ambiente sereno, familiare e ricco di attenzioni. E' un luogo dove crescere insieme con gioia nel rispetto dei valori cristiani.

- Scuola dell’Infanzia e Sezione Primavera
- Docenti e collaboratori scolastici qualificati
- Cucina interna con cuoca specializzata
- Laboratori creativi e pittorici
- Corso di psicomotricità
- Attività musicali / teatro
- Corso di lingua inglese
- Spazi verdi e attività outdoor

È possibile visitare la scuola previo appuntamento, per conoscere da vicino gli ambienti, il progetto educativo e il nostro modo di accogliere i bambini.

Per informazioni e iscrizioni:
051 775813.

Vi aspettiamo.

Oggi, 14 Dicembre 2025 –  su Avvenire –  inserto “Bologna Sette” un articolo che parla di noi..!

La parrocchia dei Santi Pietro e Girolamo di Rastignano, per iniziativa e sotto la guida di don Giulio Gallerani, da diversi anni ha attivato l’«Adorazione eucaristica perpetua Mater Dei», giorno e notte, per 365 giorni l’anno, con oltre 380 fedeli della Zona pastorale 50 che si alternano nella preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

«È una profonda esperienza di fede racconta il parroco – un’avventura partita piano ma che ben presto ha raccolto la disponibilità di tanti adoratori.
Un momento di profonda preghiera, pace e riflessione personale.
Nell’Adorazione ognuno ritrova se stesso, davanti al Padre, senza schermi e coperture.
È un momento che cambia la propria visione del mondo e sul mondo.
Davvero si entra per adorare e si esce per amare.
Ritengo che sia un traguardo e un sogno per ogni sacerdote».

Significative le parole sull’importanza e sul significato dell’Adorazione pronunciate dal cardinale Zuppi durante la Visita pastorale.

«È un vero antidoto contro il male e la morte ha detto -, perché l’Adorazione è comunicazione piena di amore, ossia l’ascolto della Parola del Signore, lo stare come Maria ai piedi di Gesù, nell’atteggiamento del discepolo».

L’Adorazione eucaristica è stata poi il volano per numerosi incontri di catechesi, di approfondimento biblico, con testimonianze nel corso della recente esposizione delle reliquie di Giovanni Paolo II, ed il prossimo anno con la visita delle reliquie di san Carlo Acutis.

Molte catechesi vengono poi trascritte dai giovani della parrocchia e distribuite in piccoli volumi.

Inoltre i più importanti contributi vengono pubblicati sui social della parrocchia e della Zona pastorale 50: le immagini sul canale YouTube e le voci su Rastiradio, la webradio dei giovani.
«Sono tutti sistemi per essere vicino alle persone come sacerdote – conclude don Giulio – per far sì che la voce del Signore e della Chiesa arrivi a tutti, per sostenere le persone che cercano delle risposte, per aiutare gli anziani nella preghiera, per contribuire alla formazione delle famiglie e per affiancare i giovani nel loro prezioso cammino di fede».

E per sostenere i sacerdoti, che aiutano nella preghiera e sono vicini a tutti, è in corso come ogni anno la campagna «Uniti nel dono», promossa dal Servizio per il Sovvenire della Cei, per le offerte detraibili per il clero.
Per conoscere tutte le modalità per donare, collegarsi al sito www.unitineldono.it
(G.P.)

Al via, ieri sera, a Pianoro, una serie di incontri dei giovanissimi per parlare dei loro problemi e delle loro aspirazioni, dando una risposta sotto la prospettiva religiosa e comunitaria.
Qui il folto gruppo che ha partecipato insieme a Don Daniele e Suor Mary 


(Dall’inserto domenicale di AVVENIRE  –  Bologna sette – del 2 Novembre 2025)

Sabato scorso le Superiore di comunità religiose femminili, in assemblea, hanno eletto come Delegata Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) per l’Arcidiocesi suor Elsa Antoniazzi, delle Suore di Santa Marcellina (nella foto).

Al suo fianco, come consigliere, ci saranno:
suor Angela Mara Bosi, Suore Minime dell’Addolorata,
suor Amelia Grilli, Domenicane di Santa Caterina da Siena,
suor Donatella Nertempi, Serve di Maria di Galeazza;
suor Franca Ridella, Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il nuovo Consiglio diocesano rimarrà in carica per il quinquennio 2025-2030.
Questo organismo di coordinamento e animazione è al servizio di tutte le comunità e della Chiesa di Bologna, e desidera essere un punto di riferimento per ogni Istituto.

«Sono certa – afferma suor Vincenza Di Nuzzo, presidente Usmi regionale – che questo nuovo Consiglio opererà in piena comunione e sinergia con tutte le Comunità, promuovendo il dialogo, la formazione e la partecipazione della vita consacrata alle iniziative diocesane».

          Santuario della Madonna del Monte delle Formiche

lunedì 6 ottobre 2025

Lunedì 6 ottobre 2025 si è svolto l’incontro dei rettori dei santuari dell’Emilia-Romagna presso il santuario della Madonna del Monte delle Formiche, parrocchia di S. Maria di Zena, nella diocesi di Bologna, sull’Appennino, con una splendida vista dei colli e delle valli circostanti.
Eravamo una quindicina di partecipanti, tra cui, da segnalare, fra Nicola Zuin, dei frati minori conventuali, nuovo rettore del santuario del SS. Crocifisso di Longiano, con il quale anche la diocesi di Cesena-Sarsina, dopo diversi anni, torna ad essere presente ai nostri incontri regionali.
Alcuni rettori erano assenti per motivi pastorali.
Ci ha accolti il rettore del santuario, don Giulio, che ci ha raccontato la particolarissima storia del santuario e del suo nome. Il luogo, infatti, da tempo immemorabile, è meta del viaggio di grandi sciami di formiche volanti, che partono dalla Germania (zona di Monaco di Baviera) e dalla Bulgaria e vengono ad accoppiarsi in volo in prossimità del campanile della chiesa.
Questo fenomeno esiste sin dall’antichità; infatti prima della chiesa c’era sul luogo un tempio pagano. La cosa interessante è che le formiche vengono intorno alla festa della Natività di Maria, che si celebra l’8 settembre e che è molto solennizzata in santuario (c’è infatti anche una breve processione nel bosco vicino alla chiesa con una copia dell’immagine della Madonna).
La tradizione cristiana ha dato al fatto naturale un’interpretazione spirituale e cristologica: infatti, subito dopo l’accoppiamento, i maschi muoiono, mentre le femmine, ormai gravide, volano di nuovo verso le loro terre di origine, dove deporranno le uova; così si è paragonato il fatto a Cristo, che dà la sua vita per la Chiesa morendo in croce per lei per renderla feconda di figli spirituali.
Le formiche maschio morte vengono raccolte e benedette e incartate in piccoli contenitori, e poi distribuite per devozione ai fedeli.
La chiesa purtroppo è stata completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale (passava di lì, infatti, la linea gotica); si è salvato solo il campanile.
Anche l’immagine seicentesca della Madonna con il bambino si era salvata dai bombardamenti, ma è stata rubata negli anni settanta e mai più ritrovata; quella attualmente esposta in chiesa è una copia.
La chiesa, quindi, è stata ricostruita negli anni cinquanta del Novecento, con l’aspetto attuale, sobrio ma curato.
Abbiamo pregato la Madonna e poi abbiamo iniziato il nostro incontro, dedicato soprattutto a una condivisione fraterna sul tema del prossimo incontro nazionale dei rettori dei santuari, che si terrà a Torino a novembre di questo anno; il tema è il santuario come luogo di speranza e di consolazione.
Sono emerse tante belle pratiche pastorali e spirituali che noi stiamo svolgendo nei nostri santuari per aiutare le persone, soprattutto quelle in difficoltà, a trovare speranza e a sentire la consolazione di Dio.
Il coordinatore regionale don Fabio ci ha anche dato alcune informazioni sul sito nazionale del collegamento dei santuari e ci ha informato del giubileo della spiritualità mariana di sabato 11 e domenica 12 ottobre, nel quale confluisce anche il giubileo dei santuaristi e in occasione del quale il consiglio direttivo del Collegamento Nazionale Santuari consegnerà al papa, a nome di tutti i santuari italiani, l’offerta costituita con il contributo di coloro che hanno aderito all’iniziativa.
Si sono anche programmate le date e i luoghi dei prossimi incontri: l
unedì 23 febbraio 2026, presso il santuario della Beata Vergine del Castello in Fiorano (Modena); l
unedì 25 maggio 2026, in un santuario della Romagna, ancora da definire;
lunedì 28 settembre 2026, presso il santuario del SS. Crocifisso di Longiano (Forlì-Cesena),
incontro nel quale si terrà l’elezione del nuovo responsabile regionale del coordinamento dei santuari.
Come sempre, all’incontro ha fatto seguito un pranzo fraterno, assai gradito, a base di tortelloni e di salume con crescentine cucinate dalle signore volontarie del santuario.
E, dopo il pranzo, abbiamo fatto una camminata nel bosco intorno al santuario, percorrendo il medesimo sentiero che percorre la processione il giorno della festa mariana.
Infine ciascuno di noi è tornato presso il suo santuario di origine, sicuramente arricchito dalla fraternità vissuta insieme, dalla preghiera, dalla splendida giornata di sole passata a contatto con la natura che ci parla della bellezza e dell’amore di Dio.
fra Michele Pari o.p.