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.”Cosa significa Figlio dell’Uomo – ha detto don Giulio durante l’omelia odierna
secondo gli Ebrei, era un essere divino che sarebbe venuto alla fine del mondo

Nudi, forestieri, carcerati ecc…. ma chi accoglie ed aiuta tutte queste persone citate nel Vangelo odierno? I genitori. Regnare significa amare come amano i genitori.

Ma Gesù ha sopportato tutte queste condizioni citate nel Vangelo, e quindi non desidera altro che noi diventiamo suoi genitori.
Il Signore ci concede tanta speranza del Paradiso, perché anche solo un gesto di amore ci salverà.

Dio all’inizio della vita, ha separato le acque dai mari e poi tutto il resto.
Fino alla separazione del bene dal male. Regnare è ‘separare’ per andare verso il Signore, uniti a lui.

Quelli che invece non hanno fatto nulla, secondo il Vangelo, andranno al ‘supplizio’, che in latino significa ‘piegarsi sulle ginocchia’…”

Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna.

COSA SIGNIFICA AMARE DIO?

Omelia - XXX domenica del Tempo Ordinario

È bello dire ‘Ti amo mio Dio’ – ha detto don Giulio durante l’omelia odierna. Dio ci comanda di amare… ma si può fare?

Il diavolo fa le pentole e non i coperchi

Si dice che il diavolo fa le pentole e non i coperchi – ha detto don Giulio durante l’omelia odierna .


“Si dice che il diavolo fa le pentole e non i coperchi – ha detto don Giulio durante l’omelia odierna .

San Paolo dice che Gesù è il coperchio, e, secondo il Salmo odierno, è l’unico che dal Cielo può coprire il peccato con un coperchio.

Noi siamo invece ipocriti come Adamo ed Eva, che si coprono con una foglia di fico dopo aver peccato.
Noi tutti siamo così: cerchiamo di coprire il peccato.
Il Salmo dice che invece dobbiamo scoprire i peccati, senza i rattoppi dell’ipocrisia, e confessarli.
Solo quando saremo in Paradiso, la nostra storia, anche di peccato, verrà ricoperta dalla trasfigurazione, grazie all’Eucaristia. Confessiamo allora i nostri peccati per la salvezza della nostra anima”.

domenica XXVII del tempo Ordinario – Anno A

PAROLE DEL SANTO PADRE.
Questo racconto del Vangelo di oggi illustra in maniera allegorica quei rimproveri che i Profeti avevano detto sulla storia di Israele.

È una storia che ci appartiene: si parla dell’alleanza che Dio ha voluto stabilire con l’umanità ed alla quale ha chiamato anche noi a partecipare.
Questa storia di alleanza però, come ogni storia di amore, conosce i suoi momenti positivi ma è segnata anche da tradimenti e da rifiuti.

Per far capire come Dio Padre risponde ai rifiuti opposti al suo amore e alla sua proposta di alleanza, il brano evangelico pone sulle labbra del padrone della vigna una domanda: «Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Questa domanda sottolinea che la delusione di Dio per il comportamento malvagio degli uomini non è l’ultima parola!
È qui la grande novità del Cristianesimo: un Dio che, pur deluso dai nostri sbagli e dai nostri peccati, non viene meno alla sua parola, non si ferma e soprattutto non si vendica!

(Papa Francesco, Angelus, 8 ottobre 2017)
 

Segnarsi con l'acqua benedetta all'ingresso della chiesa è un atto che ravviva in noi la grazia del Battesimo.

Ha un potere di benedizione ed esorcistico, purifica il cuore, ci lava dai peccati veniali e ci predispone a ricevere l'Eucaristia, ad entrare nel rapporto con Dio.
Quindi è un atto molto molto importante.
Abbiamo ben tre acquasantiere entrando nella nostra chiesa.

Don Giulio

 

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“Non ho voglia, ma poi si penti e ci andò”
– ha detto don Giulio commentando il Vangelo durante l’omelia odierna – ma come fare per cambiare musica, per convertirci?

Lo chiediamo a Manuel Kyodo che ha scritto una canzone insieme ai ragazzi di Estate Ragazzi Carità”.
Bisogna dare agli altri – ha risposto Manuel – smettere di pensare all’io per il noi.
Così hanno fatto i ragazzi che hanno scritto una canzone esaltando l’amore”.

“Gesù ci invita a non chiuderci in noi stessi, ma a svuotarci dai nostri pensieri e problemi – ha aggiunto don Giulio – prima tutto dobbiamo capire quale sia il bene ed il male.
Poi dobbiamo decidere di fare il bene e spesso non ne abbiamo voglia.
Svuotiamoci dalle pretese dell’egoismo, dell’autosufficienza e dell’autoreferenzialita’.
Come bambini dobbiamo cercare un aiuto, abbandonandoci al Signore.

Pensiamo a San Michele Arcangelo.
Nel Vangelo una sola frase unisce gli Angeli a Gesù.
Dice Gesù “…in verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”. Si sale a Dio, scendendo.

Un solo angelo volle essere più grande di Dio, volle salire di importanza, ed è il diavolo.
Solo se siamo umili, arriviamo alla gloria del Cielo’