Category Archives: figlie umilissime

È passata una settimana dalla Messa zonale che ci ha lasciato nel cuore e negli occhi la bellezza di un momento di vera comunione.

Tra le mani abbiamo anche la bottiglietta consegnata a fine messa.

Ormai l’avrete aperta tutti. Nel bigliettino, la frase di San Francesco ci interroga sul nostro cammino personale e comunitario.

“Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”.

Il primo passo è fatto: il tappo è stato rotto e non è più possibile richiudere la bottiglia, i semi contenuti vanno piantati, così come le parole di San Francesco ci spingono verso una novità.

Ogni colore del biglietto è abbinato a una delle 5 chiese che abbiamo attraversato durante le stazioni quaresimali: Rastignano, Carteria, Musiano, Pianoro Nuovo e Pianoro Vecchio.

Il 23 Maggio, vigilia di Pentecoste, alle 20:30 ci troveremo per recitare un Rosario insieme secondo il seguente abbinamento:
Giallo: Rastignano
Rosa: Carteria
Azzurro: Musiano
Lilla: Pianoro Nuovo
Verde: Pianoro Vecchio.

Se una famiglia ha colori diversi scelga una singola chiesa e partecipi insieme.

Chi ha bisogno di un passaggio, lo chieda.
Chi può offrirlo, lo dica.

Lo Spirito Santo è creatore.
Noi mettiamo il nostro piccolo colore, ma lasciamo che sia Lui l’artista della nostra zona pastorale.

Maria Antonietta
Presidente ZP50

AMORE PIÙ FORTE DELLA MORTE!

Per essere eternamente fecondo l’amore chiede di oltrepassare la morte. È l’esigenza irrinunciabile del mistero pasquale sigillata nel corpo di carne di Cristo

Giovedì Santo: la centrale termica è stata avviata il 19 marzo; sono in corso la calibrazione e le opere accessorie.

Fotografie: https://zppianoro.chiesadibologna.it/foto-lavori/

Pubblichiamo lo stato delle donazioni al 25 marzo 2026,
che coprono il 27% del totale.

*continua a sostenere le opere*

Come *sostenere*:

Con il dono della *Preghiera*.

Materialmente tramite l’ *IBAN IT55 H030 6909 6061 0000 0077 261* intestato a “Parrocchia S. Maria Assunta” e inserendo la causale “Riscaldamento Chiesa”.

*condividendo il link dell’iniziativa* del canale whatsapp o pagina web https://zppianoro.chiesadibologna.it/raccolta-fondi/

grazie ai *professionisti* al lavoro, ai *donatori*, a chi vorrà *condividere il link* per la donazione, quindi…*grazie, grazie a te!*

Domenica 27 settembre vi sarà in San Petronio la Beatificazione di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli.

La gioia della Chiesa di Bologna e il pellegrinaggio della Pisside di Monte Sole che inizierà in Cattedrale il 1° aprile con la Messa Crismale.

Domenica 27 settembre alle 17 nella Basilica di San Petronio a Bologna saranno beatificati don Ubaldo Marchioni, prete diocesano, don Elia Comini, salesiano, e padre Martino Capelli, dehoniano, sacerdoti uccisi nel 1944 negli eccidi di Monte Sole.

La cerimonia di beatificazione si svolgerà durante la Messa solenne che sarà presieduta dal Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e concelebrata dall’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi, insieme a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana e Padre Carlos Luis Suàrez Codorniù, Superiore generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

La notizia è stata data, nella Notificazione per la Pasqua, dai Vicari generali don Angelo Baldassari e Mons. Roberto Parisini che hanno espresso la gioia della Chiesa di Bologna e hanno reso noto che, a partire dalla Messa Crismale in Cattedrale di mercoledì 1° aprile alle 18.30, si terrà il pellegrinaggio, nelle comunità dell’Arcidiocesi, della Pisside ritrovata tra le macerie della chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia, una delle parrocchie di don Marchioni a Monte Sole.

«In questo cammino verso la Pasqua – affermano i Vicari Generali – saremo accompagnati anche da un segno visibile dell’amore del Signore, più forte dell’odio, molto caro e significativo per la nostra Diocesi: la Pisside di Monte Sole. A partire dalla Messa Crismale di mercoledì 1° aprile in Cattedrale, essa inizierà a peregrinare nelle comunità della Diocesi, in preparazione alla Celebrazione di Beatificazione che si terrà il 27 settembre nella Basilica di San Petronio. Guardare alla Pisside trafitta ci aiuterà a entrare in comunione con le ferite del Signore Risorto e con quelle di tanti innocenti che oggi, in molte parti del mondo, continuano ad essere trafitti dalla violenza.

La “peregrinatio” della Pisside vuole essere occasione di riflessione e di preghiera per la pace e le vocazioni»».

La notizia del giorno della beatificazione giunge dopo quelle rese note dalla Santa Sede, il 18 dicembre 2024 e il 21 novembre 2025, quando Papa Francesco e Papa Leone XIV avevano autorizzato il Dicastero Vaticano delle Cause dei Santi a promulgare i decreti che hanno riconosciuto il martirio “in odio alla fede” di don Elia Comini, don Ubaldo Marchioni e padre Martino Capelli.

Questi tre nuovi Beati si affiancano a don Giovanni Fornasini, l’altro sacerdote ucciso negli eccidi di Monte Sole e beatificato a Bologna il 26 settembre 2021.

Don Marchioni, nato il 19 maggio 1918 a Vimignano (Grizzana) sull’Appennino bolognese, fu sacerdote esemplare e fedele alla sua comunità anche nei momenti più tragici della guerra.

Divenne prete nel 1942 e fu parroco a San Martino di Caprara e Casaglia dal maggio 1944.

Durante l’eccidio nazista del 29 settembre di quell’anno, rimase accanto ai suoi parrocchiani fino alla morte violenta sui gradini dell’altare di Casaglia.

Proprio tra le macerie di quell’altare fu rinvenuta una pisside perforata da proiettili, simbolo di fede e martirio.

Padre Capelli nacque in Val Seriana (Bergamo) il 20 settembre 1912 e completò la formazione religiosa e scolastica dai padri Dehoniani anche a Bologna. Il 23 settembre 1933 emise i voti perpetui e nel 1938 venne ordinato sacerdote.

Don Elia Comini, sacerdote professo della Società di San Francesco di Sales nacque a Calvenzano di Vergato (Bologna) il 7 maggio 1910.

Nell’estate 1944 hanno vissuto entrambi nella parrocchia di Salvaro, in aiuto con il parroco alle popolazioni provate dalla guerra. Il 29 settembre furono arrestati dai Nazisti mentre andavano in soccorso delle vittime della strage della Creda e rinchiusi insieme ad un folto gruppo di rastrellati. Il 1° ottobre furono selezionati insieme ad altri 45 uomini per esser fucilati sul bordo della botte di Salvaro.